200 anni dopo, le fiabe dei fratelli Grimm rivisitate da Philip Pullman

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Il 20 Dicembre del 1812 i fratelli tedeschi Jacob e Wilhelm Grimm composero la prima raccolta di fiabe mai pubblicata. Per loro “era arrivato proprio il momento di mettere le fiabe per iscritto, giacché coloro che devono conservarle si fanno sempre più rare“. Questa data storica dell’editoria e della letteratura, viene oggi celebrata da un logo Google, che in home page ha pubblicato una serie interattiva di screenshots inedite dedicate alla storia di Cappuccetto Rosso.

E così, il 200° anniversario delle fiabe dei fratelli Grimm, diventa un’ottima occasione per conoscere meglio l’importanza di questi due autori nell’immaginario popolare. Autori che furono anche linguisti e filologi e che forse, proprie in quelle nobili intenzioni di immortalare su carta la tradizione orale delle fiabe, non sono riusciti ad eliminare l’ingrediente segreto che rendeva più gustosa e imprevedibile la trasmissione orale rispetto a quella scritta. Stiamo parlando della rivisitazione, influenzata dai tempi nei quali le fiabe vengono tramandate.

Eh sì, perché se è vero che Cappuccetto Rosso, Cenerentola, Hansel e Gretel, Biancaneve, sono da quasi un secolo presenti nell’immaginario (non solo “waltdisneyano”) di mezzo mondo, è anche vero che diversi narratori rivisitano queste fiabe per sintonizzarle meglio con lo spirito dei loro tempi.

E, a vedere l’ultima rilettura delle fiabe dei fratelli Grimm, fatta con Philip Pullman e pubblicata a New York con il titolo di “Fairy Tales From The Brothers Grimm“, non possiamo che dire che corrono tempi bui, e pieni di paura.

Già, la salsa horror condisce le fiabe dei Grimm, che da piccoli, forse sempre con un pò di timore, facevamo nostre con tanto amore. Philip Pullman, per chi non lo sapesse, è uno scrittore britannico, insegnante di Oxford, specializzato in bestseller di carattere fantasy, il più famoso dei quali è forse proprio “La Bussola D’Oro“.

E’ già noto per l’originalità con la quale mescola la suspense e il “fattore paura” nei suoi libri. Negli ultimi due anni, ha lavorato sulla rivisitazione di 50 racconti dei fratelli Grimm per “combattere il potere dolcificante di Walt Disney, senza snaturare l’originale dei fratelli Grimm“.

Risultato? Cenerentola è senza la fata, e deve parlare con strane creature della natura per seguire la strada che la porta al ballo; Cappuccetto Rosso soffre di ossessioni mentali, e vede “strani fantasmi” nel bosco, prima di fare l’incontro con il lupo. Così Philip Pullman, come altri autori (anche registi cinematografici) prima di lui, ha spremuto fino all’ultima goccia tutto quanto avesse a che fare con le paure, le violenze, i fantasmi, presenti nella testa dei fratelli Grimm, i quali più volte a loro volta dicevano di inserire tra le righe delle loro fiabe “gli incubi che la Germania di inizio ‘800 stava vivendo, tra lotte di potere e occupazioni militari“. Il libro di Philip Pullman punta a scovare tutto questo, “combinando rapidità, violenza e paura delle fiabe dei fratelli Grimm“. E lo fa utilizzando anche una serie di raffigurazioni molto forte, collezionate a mo’ di album.

Un paio di articoli per approfondire questi argomenti li trovate qui e qui .

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