21 Dicembre 2012 e la profezia Maya: la fine del mondo è un grande business

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Secondo un antico calendario Maya, il 21 dicembre 2012 finirà un Era della nostra civiltà. Quest’era coinciderebbe con una determinata posizione del Sole e della Terra all’interno della galassia. Questa posizione comporterà, sempre secondo le trascrizioni Maya, “l’arrivo di grandi acque dei cieli”. Geologi, astrologi, archeologi e scaramantici hanno interpretato il tutto come una possibile catastrofe naturale avente a che fare con l’allagamento dei continenti da parte degli Oceani, o una ricca attività di alluvioni in tutto il mondo. O qualcosa del genere.

Non è questa la sede migliore per approfondire l’argomento, certo è che non c’è bisogno di prove scientifiche per capire che questa profezia diventerà una “bomba economica e sociale” per tutti quanti. Tale è infatti la sua forza , che in molti ci credono, e ci credono davvero!, facendo del male alla società e all’economia dei loro Paesi. Come? Continuate a leggere.

Due giorni fa dal Cile arrivano i risultato di una inchiesta da parte di una associazione di difesa dei diritti dei lavori. Ecco i dati: il 25% dei lavoratori non andrà a lavoro venerdì 21 dicembre 2012, mentre il 33% di essi chiederà lo stipendio del mese successivo in anticipo, per tutelarsi dall’eventuale catastrofe. I disagi non sono pochi.

Proviamo a fare due calcoli. Quando in una città come Milano, da 1.5 milioni di abitanti, c’è uno sciopero dei mezzi o altri disagi dal grande impatto per la città, tra pubblico e privato ci sono danni stimabili in 140 milioni di euro. Le 10 città più popolate del mondo (Delhi, Mumbai, Istanbul, Karachi, San Paolo, Shangai, Manila, Mosca, Seoul, Lagos) hanno circa 115 milioni di abitanti e se tutte insieme vivessero un disagio del tipo uno sciopero dei mezzi massivo, pagherebbero oltre 150 miliardi di dollari in danni. Per questo, in America sono convinti che la paura per il 21 dicembre 2012 costerà alle imprese e al settore pubblico quasi 250 miliardi di dollari!

L’altro piatto della bilancia, però, è ben più succulento. Le industrie sfrutteranno bene l’evento 21 dicembre 2012. Ad esempio il gruppo canadese The Car Connection, sulla cui intera rete di concessionarie ha promosso una “Liquidazione per la Fine del Mondo”: oggi compri la macchina a costo zero e se il mondo finisci, non la paghi. Altrimenti, ripresentati alla cassa il 22 dicembre!

Aumentano anche le prenotazioni aree, con una “strana caratteristica”, ovvero che sono diminuiti del -20% i biglietti andata / ritorno. I passeggeri infatti non pagano il biglietto di ritorno qualora la loro vacanza si prolunghi dopo il 21 dicembre 2012. Tra le località preferite ci sono il Messico, il Brasile, il Venezuela e la Colombia. In Europa, è corsa pazza per Bugarach, paesino di 200 abitanti sito in Francia, e divenuto famoso perché, secoli fa, i valdesi ci fecero rituali per benedire il terreno e renderlo immune dall’apocalisse. Negli ultimi 60 giorni hanno costruito hotel e campeggi di fortuna nei pressi del paesino. Reggerà?

Anche l’Italia ha il suo piccolo Bugarach: si tratta di Pradeltorno, frazione di Angrogna, nel torinese, divenuta famosa perché si dice che nasconda il Sacro Graal. Chiedetelo a Dan Brown.