3 posti per la Champions League 2012: ecco quanto ci costa

Ormai lo sanno tutti, appassionati di calcio e non, dal prossimo campionato saranno solo 3 i posti in Champions League assegnati all’Italia. Bel Paese scavalcato dalla Germania nel Ranking Uefa.

I tedeschi, ormai, dopo l’eliminazione dell’Inter da parte dello Schalke 04, hanno ben 9 punti di vantaggio nella classifica europea. Dall’anno prossimo cambieranno un bel po’ di cose.

Dalla stagione 2011/12, infatti, le prime 3 classificate in campionato si qualificheranno per la Champions, ma solo prima e seconda vi accederanno direttamente. La terza, come avviene quest’anno per la quarta, dovrà guadagnarsi l’accesso con i playoff.

In Europa League, invece, oltre alla vincitrice della Coppa Italia, andranno la quarta e la quinta in classifica, con quest’ultima che dovrà partire dal terzo turno preliminare. Questa, in estrema sintesi, è la trasformazione che subirà il nostro calcio. Un ridimensionamento bello e buono.

Ma, in pratica, cosa comporterà, in termini economici, questo cambiamento? Un danno economico elevatissimo. A cominciare dai diritti televisivi e dagli sponsor. La squadra che quest’anno giunge quarta in campionato, impegnata quindi nell’ultimo turno preliminare di Champions, incassa 2,1 milioni dalla Uefa più gli incassi.
Circa 4 milioni di euro in totale. Chi si qualifica alla fase a gironi riceve altri 3,8 milioni e 500mila euro per ogni partita disputata. Un bel bottino, non c’è che dire. In totale, quindi, sono altri 7,1 milioni che vanno aggiunti ai 4 del turno preliminare. Per ogni vittoria c’è un bonus di 800mila euro, per ogni pareggio di 400mila euro.

Insomma, una squadra in meno in Europa ridimensiona pesantemente il calcio italiano. In più l’entrata in vigore, dal prossimo anno, del famoso fair play complirà ulteriormente il sistema calcio nazionale.

Come ammette lo stesso Galliani, numero uno del Milan, in semifinale di Champions ci sono il Real Madrid primo nel fatturato, il Barcellona che è secondo e il Manchester United che è il terzo. Questo è un dato che riassume il fallimento del nostro sistema.

Fino ad oggi i Berlusconi e i Moratti riuscivano a supplire a questa cosa, con il fari play questo non sarà più possibile. Si dovrà spendere in base a quello che si fattura, senza interventi esterni. Se le cose non cambiano, quindi, il nostro calcio sembra proprio direzionato verso un inevitabile e malinconico declino.