A Bologna arriva la tassa sui turisti

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Tassare i turisti. Lo hanno fatto Roma e Firenze ora si appresta a farlo anche Bologna. Il comune approva infatti la Tassa di Soggiorno e lo fa per due semplici ragioni: perché sotto la scure dei tagli che minacciano di togliere altri 11,6 milioni di euro alle casse di palazzo d’Accursio nel 2012 e perché la nuova manovra Tremonti rischia di mettere in ginocchio la città. L’unica leva che potrebbe rialzare i bassi umori del comune, assieme ad una boccata di ossigeno alle finanze, e’ proprio la tassa sui turisti che il federalismo fiscale consente di introdurre.

Firenze ha gia’ seguito questa strada a partire dal primo luglio e che prevede di portare 10 milioni di euro l’anno a Palazzo Vecchio. La giunta bolognese per ora prende tempo e si appresta a fare le dovute verifiche del caso, accerta Matteo Lepore, coordinatore di giunta con delega a marketing urbano ed eventi. Cos’altro fare se l’allarme dei conti comunali e’ sempre più rosso e lampeggia ininterrottamente? Quella sul soggiorno, e’ in pratica un’imposta, al massimo di 5 euro, applicata su ogni pernottamento e da calibrare a seconda degli hotel. Firenze e Venezia l’hanno già approvata, varando un regolamento comunale ad hoc, senza attendere quello del governo. Stando a Bologna, ha avuto nel 2010 1.896.709 presenze turistiche, in aumento del 10% rispetto al 2009. Questo significa che se applicata al massimo livello, la tassa potrebbe portare ad un guadagno per le casse comunali fino a circa 9,5 milioni di euro in un solo anno. la maggioranza resta prudente ma in allerta. Rossella Lama, presidente Pd commercio e turismo, ha chiesto informazioni circa la norma. Insomma, abbandonati dal governo ai loro destini, i comuni sembrano tante piccole rosselle hoara che “domani e’ un altro giorno” e provvedono da sé.