A dispetto della crisi economica cresce l’export del Made in Italy

Mario Draghi

Il difficile momento economico dell’Italia (ma diremmo mondiale) non deprime comunque la capacità di vendere all’estero del sistema imprenditoriale nostrano con la crescita delle esportazioni che nel corso del 2012 dovrebbe attestarsi al 2,8 per cento in termini reali. La stima è contenuta nel Rapporto Unioncamere 2012, che verrà presentato in occasione della 10ª Giornata dell’Economia, in programma a Roma il prossimo 3 maggio.
E’ il Nord-Est, Veneto in testa, a esprimere la variazione più consistente (un +3,1 per cento), seguito dal Centro Italia, guidato dalla regione Toscana, che dovrebbe registrare un +3 per cento nel 2012. Positiva anche la performance che è attesa per il territorio del Nord-Ovest, tirato dalla regione Lombardia, per il quale si attende un incremento complessivo che dovrebbe attestarsi intorno al 2,8 per cento delle esportazioni.
Meno brillante risulta la performance per il territorio del Mezzogiorno (un +1,8 per cento), dove comunque per Abruzzo e Molise si stima un incremento consistente delle vendite sui mercati mondiali (un +2,6 per cento per entrambe).
Ma la crescita della base imprenditoriale e dell’export risultano comunque frenati dalla modesta dimensione aziendale che non risulta adeguata a mercati di grandi dimensioni. E’ questa è la principale barriera all’export delle Pmi. Le aziende chiedono la semplificazione nelle procedure di erogazione dei servizi e ciò vale soprattutto per le imprese che usufruiscono di servizi all’internazionalizzazione.
Oltre 1/3 delle imprese esportatrici dichiara di preferire un accompagnamento più stringente nelle nazioni dove l’attività internazionale è svolta, evidenziando la necessità di rafforzare il legame tra la rete nostrana e quella internazionale nell’offerta dei servizi per competere nella “lotta” all’internazionalizzazione.