A Piazza Affari e a Wall Street regna il pessimismo

800px-IMG_4468_-_Milano_-_La_Borsa_-_Dettaglio_-_Foto_di_Giovanni_Dall'Orto_-_20_jan_2007

Né per gli Stati Uniti, né per il vecchio Continente si tratta di un gran bel periodo. Infatti la grande volatilità di Wall Street registratasi nella scorsa settimana potrebbe avere dato un serio colpo alla fiducia di molti investitori per i prossimi anni.
Secondo alcuni prestigiosi analisti la volatilità a livelli record della settimana scorsa è terminata dopo 4 giorni. La tensione tra chi investe nei fondi, potrebbe durare anni infatti gli investitori dei fondi, che avevano già subito l’esplosione della bolla speculativa nel 2000, un pesante crollo dell’indice S&P 500 (SPX) da ottobre del 2007 al marzo del 2009, e il crollo del maggio dello scorso anno che fece svanire in un giorno 862 miliardi di dollari. Dunque il colpo recente potrebbe essere stato assai duro da recuperare.
E in Europa come vanno le cose? Anche qui c’è poco da ridere. I vertici Fed si starebbero incontrando con rappresentanti di filiali americane di banche del Vecchio Continente per valutare quanto siano “sicure” e i livelli di finanziamento.
Nelle Borse nel momento dell’incertezza i fondamentali hanno un peso davvero relativo. Più cresce la volatilità (e dunque la paura), più si tende a vendere tutto e di tutto. Quando i mercati sono meno in fibrillazione i dati di bilancio hanno maggior peso. Basta buttare l’occhio sulle semestrali per rendersene conto. Infatti confrontando i dati di bilancio fra fine  dello scorso giugno e quelli della prima metà 2010, emerge che il fatturato complessivo è salito a 188,2 miliardi di euro, a fronte di 169,3 miliardi. A livello percentuale una crescita dell’11 per cento). Ma per i profitti le cose non vanno allo stesso modo…