Agenzie di Rating: critiche e vantaggi

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Nell’ultimo periodo arrivano continui attacchi verso le agenzie di rating.

Sono in molti coloro che le vedono come le complottiste dell’Euro. Intanto per cercare di spiegare alla gente comune il fenomeno, è necessario far capire prima di tutto cosa sono queste oramai note agenzie di rating. Le più famose sono tre: Standard&Poors, Moody’s e Fitch. Due sono americane e sono di proprietà di grossi investitori istituzionali, una invece è europea ed è di proprietà di un imprenditore francese. Poi ce ne sono tante altre, ma piccole e poco influenti. La loro funzione è quella di fornire una ricerca indipendente su un determinato emittente di titoli sul mercato. Il risultato della ricerca dovrebbe essere quindi un’attenta analisi del rischio creditizio di una determinata controparte. Dunque, le emittenti pagano per questa ricerca al fine di avere titoli più appetibili per gli investitori e solitamente il risultato è che il loro mercato obbligazionario diventa più efficiente. Un ruolo quasi necessario per il mercato, soprattutto per i paesi dell’area Euro indebitati per più di 2 trilioni di euro nei confronti degli investitori, visto che riescono a supportare la liquidità di molti emittenti e a uniformare l’analisi di molti investitori. Eppure sono tantissimi coloro che continuano ad accusare le agenzie di rating. Le accuse principali sono due: che vi sia un complotto contro l’Euro (ma si potrebbe ribattere in qualsiasi momento perché la realtà non è proprio questa) e che operano solo per gli interessi degli azionisti. Il problema è invece sempre lo stesso. Essendo solo tre quelle più importanti c’è come sempre troppa poca concorrenza e un troppo alto conflitto d’interessi.

Qual è la soluzione? Forse aumentando la concorrenza tra le agenzie e trasferendo il costo dagli emettenti al mercato, le analisi sarebbero più precise e più approfondite e forse anche la crisi sarebbe più facile da superare.