Akira Yoshizawa, il logo Google…e il caterpillar!

akira yoshizawa

Il 14 marzo del 1911 nasceva a Kaminokawa, in Giappone, l’artista Akira Yoshizawa, ai più conosciuto come il maestro degli origami. Il motore di ricerca Google celebra il 101° anniversario della nascita di Akira Yoshizawa con uno dei suoi classici logotipi. Stavolta, indovinate un po’, la scritta Google s’è fatta di carta piegata e colorata, del resto “origàmi” deriva dai termini giapponesi “ori” (“piegare”) e “kami” (“carta”), quale logo quindi fu più azzeccato per rendere omaggio a Yoshizawa?

Milioni di persone potranno così conoscere meglio la vita e le arti di questo grande maestro, scomparso, ironia della sorte, sempre il 14 marzo, nell’anno 2005.

Il Giappone oggi lo ricorda con il titolo di Ordine del Sole Nascente, la più antica delle medaglie d’oro conferite dal Governo giapponese ai suoi cittadini. Di seguito trovate alcune curiosità sugli origami di Akira Yoshizawa, siamo sicuri che qualcosa vi sia sfuggito…

Il logo Google si stampa da casa!

Sul blog ufficiale di Google America c’è un curioso articolo che illustra meglio la composizione del logotipo di oggi. Per realizzare il logo dedicato a Yoshizawa, s’è scomodato nientemeno che Robert J. Lang, uno dei più grandi compositori di origami al mondo, conosciuto anche per il suo grosso contributo agli studi per la fisica e per la filosofia. Nato in Georgia, Lang ha vissuto a lungo in California, dove ha potuto lavorare come ricercatore di fisica quantistica. Pensate che utilizza gli origami anche in alcune progettazioni di ingegneria meccanica! Per lui, gli origami non sono un’arte, ma una forma di matematica.

Lang conobbe personalmente Akira Yoshizawa e per lui è stato quindi un onore “griffare” la home page di Google dedicata al maestro giapponese. Nel link che vi abbiamo segnalato, potete stampare gli origami che compongono la scritta “Google”, che ne dite di provarci anche voi a realizzarli da casa?

L’istituzione Akira Yoshizawa

La “Japan Foundation” ha più volte sostenuto la diffusione delle opere di Yoshizawa, sostenendo che le oltre 50.000 opere da lui realizzate fossero una forma di diffusione culturale e artistica del Giappone nel mondo. Come darle torto?

Questo ha permesso agli origami di essere considerati una forma d’arte in diverse parti del mondo, con risvolti interessanti. In Italia, ad esempio, è nata l’associazione culturale CDO Centro Diffusione Origami che, come si legge sul sito ufficiale dell’associazione, “si propone di diffondere e propagandare la conoscenza e la pratica dell’origami, promuovendone lo studio nei suoi molteplici aspetti e sottolineandone la grande efficacia come strumento educativo per sviluppare l’abilità manuale, il senso estetico, la creatività come pure l’approfondimento delle proprie conoscenze geometriche e matematiche”. Qualcosa del genere esiste anche in Spagna (Asociaciòn Espanola de Papiroflexia), in Francia (Mouvement Francais des Plieurs de Papier) e in America (United States Origami Organizations). La International Cranes Foundation dedica agli origami una campagna umanitaria di stampo internazionale.

Qual è l’origami più grande del mondo?

Stando ai registri ufficiali del Guinness World Records, l’Origami più grande del mondo fu realizzato nel 2004 a Heiligenstadt, in Germania: 60 persone utilizzarono 25.000 fogli di giornale, e lavorarono ininterrottamente per quasi 30 ore, per mettere in piedi un caterpillar lungo 649 metri. Il lavoro fu fatto in suolo pubblico, e i passanti lasciarono loro qualcosa come 13.973 euro in monetine. Chiamiamola “carità artistica”.

L’origami più piccolo del mondo è stato invece realizzato pochi anni fa dall’artista e studioso spagnolo Lluis Valldeneu Bigas, che con l’aiuto di 20 lenti di ingrandimento e due paia di microscopi, riuscì a realizzare un origami con un foglio di carta delle dimensioni di 0.36 x 0.30 millimetri. L’origami riproduceva perfettamente una pulce. Viste le dimensioni, non poteva essere altrimenti!

Una tradizione tutta Giapponese

Soltanto incappando in questo bell’articolo del quotidiano francese Le Figaro ho potuto leggere qualcosa di interessante in merito alla storia culturale degli origami e al loro legame con Akira Yoshizawa. Tra il XVI e il XVII secolo, in Giappone, durante il periodo Edo, l’imperatore Ieyasu Togukawa ebbe la buona idea di donare al suo popolo tanti “oggetti di riconoscimento”. Questi consistevano in piccoli doni di carta che simboleggiavano la gru Giapponese, animale simbolo della felicità e del benessere.

Il periodo Edo fu uno dei più grossi periodi di espansione politica e militare nel Paese da parte della famiglia Tokugawa. Alla cittadinanza si richiedeva grandi sacrifici ed una tolleranza senza precedenti; da qui nasceva l’idea dei “regali al popolo”. Nel corso dei secoli a venire, la tradizione di questi regali di carta fu ripresa più volte da parte delle dinastie al potere, anche per simboleggiare le proprie famiglie, le proprie conquiste, il proprio impero. Fino ad arrivare ad Akira Yoshizawa, che ha avuto il merito di rendere questa tradizione dapprima un lavoro manuale, poi un’arte.