Alfano / Monti: cade il Governo, prossime elezioni marzo 2013, allerta Standard & Poor’s

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Darò al più presto puntuale ragguaglio al Presidente del Consiglio Mario Monti per discutere con lui tutte le implicazioni della fine della sua magistratura“. Con questo intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, battuto alle 20:01 dalle agenzie di stampa italiane, si è anticipata oggi la fine del Governo Monti e auspicata una ipotesi di voto per le elezioni 2013 in data 10 marzo.

Tutto è iniziato quando il segretario del PDL Angelino Alfano è intervenuto alla Camera per affermare che il suo partito non voterà più la fiducia al Governo. “Tredici mesi fa – ha detto Alfano nel suo discorso – questo Governo nacque perché le cose andassero meglio. Tredici mesi dopo le cose vanno peggio. Non abbiamo bisogno di molte discussioni. Oggi siamo qui a dire che consideriamo conclusa questa esperienza di governo. Ieri non abbiamo votato la sfiducia perché avremmo causato l’abisso dell’esercizio provvisorio. Vogliamo concludere l’esperienza di questo esecutivo“. Senza la fiducia del PDL il premier Monti non potrà andare avanti.

Si aspettano adesso nuovi sviluppi a Roma, ma le prime “conseguenze” di queste manovre di comunicazione ci sono già. Standard & Poor’s ha praticamente promesso un ulteriore taglio del rating se nel 2013 la recessione del Paese non cesserà. Cosa impossibile, come si legge in questo articolo de Il Sole 24 Ore, visto che tutta l’Eurozona nel 2013 subirà una recessione del -0,3%. E’ però “l’incertezza se la prossima coalizione di Governo rimarrà impegnata sull’agenda di riforme strutturali avviata dall’attuale esecutivo” a costringere le agenzie di rating a restare in allerta. Pensate che una incertezza di Governo può incidere sul mercato degli investitori e avere un indotto di -1% sul Pil. Le discussioni alla Camera di ieri inoltre oggi hanno “condannato” Piazza Affari facendo salire lo spread sopra i 330 punti e far perdere un -0,78% al Ftse Mlb.

Sicuramente altre note finanziarie si svilupperanno nelle prossime settimane. La mossa del PDL è stata denunciata dall’opposizione come una forma di “omicidio del Paese”.

Cosa resta del Governo Monti? Il Governo tecnico è salito al potere per diminuire i rendimenti sui titoli di stato. La missione può dirsi compiuta visto che lo spread BTP da novembre 2011 a novembre 2012 è sceso di -137 punti, consolidando la posizione dell’Italia sui mercato europei. Gli effetti collaterali di questa “missione” sono stati: diminuzione del Pil del -2,6%, calo dei consumi delle famiglie dal -1,59% a -3,69%, aumento del debito pubblico di +100 miliardi di euro, calo della produzione industriale del -20%, disoccupazione aumentata dal 9,30% al 10,80% e diminuzione e calo dell’erogazione dei mutui prima casa dal -31,30% al -50%.