Amanda Knox, un affare milionario

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Oggi, poco prima di ora di pranzo, Amanda Knox ha preso il volo per gli Stati Uniti dopo che nella giornata di ieri la Corte d’Assise d’Appello di Perugia aveva assolto lei e Raffaele Sollecito dall’accusa di omicidio di Meredith Kercher. Amanda e Raffaele erano rimasti in carcere quasi quattro anni, ma “il trionfo della giustizia”, come hanno scritto i giornali, li ha scagionati. Quattro anni di dubbi durante i quali la messa in croce di Amanda e Raffaele è diventata un tormentone, al punto che la ragazza americana è diventata una piccola star, con slogan in pieno stile “prigioniera di guerra”.

Adesso che Amanda è libera, le prove raccolte sulla scena dell’omicidio di Perugia in data 1 novembre 2007, si rimettono in gioco, e con esse l’intera sequenza dei fatti. Il procedimento giudiziario in un primo tempo condannò Raffaele Sollecito, Amanda Knox e Rudy Hermann Guede, conoscente di Amanda che tentò la violenza sessuale su Meredith, a 26, 25 e 16 anni di reclusione. La sentenza di secondo grado di ieri invece ribalta la sentenza precedente, un ribaltamento che a furor di popolo è sia giusto che ingrato, sia “garantista” che superficiale, ma la legge lasciamola a qui di dovere, e in questa sede cerchiamo di conoscere interessanti risvolti economici della vicenda.

Questa mattina infatti ho lavorato su una rassegna stampa estera, gli articoli erano più sobri rispetto a quelli della stampa italiana, un po’ troppo concentrati sull’operato dei giudici. Daniel Sandford, inviato per la BBC News a Perugia, ogni giorno ha scritto per il celebre network di informazione un articolo sull’avventura in tribunale di Amanda Knox in questi primi giorni di ottobre.

L’inviato cita Giuliano Mignini, il pm tutt’ora convinto che siano stati liberati due assassini. “Si trattava di una sentenza già scritta dall’opinione pubblica”, e la BBC sottolinea come Mignini abbia più volte puntato il dito contro “la campagna pubblicitaria da un milione di dollari”: “avete mai visto un imputato – avrebbe chiesto Mignigni alla giuria – che assume una agenzia di pubbliche relazioni per mettere in piedi una campagna pubblicitaria?”.

Qui mi sono incuriosito: ho sfogliato altri giornali, fino ad imbattermi in un articolo della Fox News, firmato Hollie McKay. In esso si cita una dichiarazione di David Wohl, avvocato chiamato a dire la sua opinione dallo studio  legalecon sede in California. Per lui, “la storia di Amanda Knox si coprirà di dollari, la prima intervista molto probabilmente sarà pagata tra gli uno e i cinque milioni di dollari”. Molte case di produzione, stando a quell’articolo, sono già pronte “con carta e penna, per battere il ferro finchè è caldo, e far propri i diritti per libri e film”. Il giro di affari stimato intorno a questo caso giudiziario supera così i 20 milioni di dollari. Chiudo con l’opinione di Jason W. Maloni, vice presidente della Levick Strategic Communication: “Amanda è simpatica, carina, americana, viene da un caso strano in cui la verità è molto simile alla finzione. Tutto questo vale molto per Hollywood!”.