Analisi Saxo Bank – Italia: continua il trend positivo per la bilancia commerciale

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Il surplus della bilancia commerciale italiana è stato di 794 milioni di EUR a settembre, rispetto ai 1.074 milioni di EUR del mese precedente, ma, se paragonato ai dati dello scorso anno, è di certo in corso un cambiamento. Tuttavia, non appena lo strascico dell’austerità inizierà ad allentarsi, le importazioni ricominceranno ad aumentare e il surplus commerciale a diminuire.

La bilancia commerciale italiana YTD è sulla buona strada per far registrare il miglior risultato dal 1996, quando (avvenimento eccezionale) toccò i 34.9 miliardi. A settembre il surplus è sceso a 794 milioni da 1.074 milioni in agosto, ma è comunque un miglioramento da settembre 2012, quando era a 409 milioni; inoltre, il totale YTD è di 20.1 miliardi contro i 4.1 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso.

Il surplus di settembre è il risultato di un aumento delle esportazioni pari al 2% (su base annua) e di un calo delle importazioni dello 0.1%. Le esportazioni verso i paesi dell’Unione Europea sono cresciute del 2.4% e le importazioni del 5.2%, mentre esportazioni e importazioni verso e da paesi non UE sono rispettivamente cresciute dell’1.5% e crollate del 6.3%. Il trend è chiaro, quindi, con il surplus proveniente dai paesi non UE che ha subito un forte miglioramento rispetto a quello che ha origine nei paesi UE e ha continuato a rafforzarsi anche mentre il surplus proveniente dai paesi UE si spostava in modo laterale.

Nonostante un aumento del 2% rispetto a settembre 2012, negli ultimi trimestri le esportazioni hanno affrontato un periodo difficile, riflesso di una crescita lenta del commercio globale, ma soprattutto dello scarso impegno dell’Italia nell’implementare riforme per migliorare la propria competitività. L’abbassamento del costo del lavoro è stato di molto inferiore rispetto a Portogallo, Grecia, Spagna e questo si può notare nei numeri relativi alle esportazioni. Il surplus commerciale italiano è stato raggiunto soprattutto grazie al crollo delle importazioni. Da quando il deficit commerciale è diventato surplus, nell’agosto 2012 (media di 12 mesi), le esportazioni sono cresciute solo dello 0.3% mentre le importazioni sono calate costantemente dello 6.5%. Non appena l’Italia uscirà dalla recessione, il declino delle importazioni inizierà a rallentare e alla fine invertirà la rotta e, non appena questo accadrà, le esportazioni nette peseranno sul PIL italiano, a meno che non siano spinte da una maggiore competitività.

Il continuo miglioramento del surplus commerciale italiano non può pertanto essere negato, ma sono necessarie ulteriori azioni perché non diventi solo un effetto transitorio della profonda recessione. La riforma del lavoro è un passo avanti nella giusta direzione, ma è stata “ammorbidita” rispetto alla precedente proposta del Primo Ministro Monti. Anche se il più è fatto, potrebbero volerci anni perché tali cambiamenti siano perfettamente implementati e pertanto ho il sospetto che le previsioni attuali di una crescita del PIL dello 0.5% nel 2014 e dello 0.8% del 2015 siano un po’ troppo ottimistiche.

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