Arresti per scontri Indignati Roma, si propone il “divieto di dimora”

Un milione di euro ai beni pubblici e tanti altri danni fatti ai privati. Al momento non è monetizzabile la guerriglia urbana che ha preso piede sabato 15 ottobre 2011 a Roma, in occasione di un importante corteo di manifestazione degli “indignati” contro il Governo e tutte le istituzioni che portano in croce il peso della crisi economica. In tutta Italia le forze dell’ordine stanno controllando centri sociali e ambienti considerati vicini ai movimenti organizzati dei “black blocs”, con un nulla di fatto, anzi, in molti hanno avuto modo di criticare questa come la solita caccia alle streghe.

Caccia alla quale partecipano anche i mass-media, visto che i 12 ragazzi fermati sabato, adesso sono a rischio carcere per pene che arrivano fino ai 15 anni (questi i nomi, diffusi dalle principali agenzie di stampa italiane, che compariranno davanti al gip Elvira Tamburelli: Giovanni Caouto, Valerio Pascali, Alessia Catarinozzi, Alessandra Orchi, Roberto Scarlet, Lorenzo Giuliani, Giovanni Venuto, Giuseppe Ciurleo, Leonardo Serena, Alessandro Venuto, Stefano Conigliaro).  Anche la polizia postale è sembrata in difficoltà, visto che le reti criminali organizzate si coordino molto sul web e pare proprio che stavolta non abbia avuto nulla di che temere.

Tornando alla politica, “la prevenzione è possibile” dice il Sindaco di Roma Alemanno, ma l’idea è che i veri indignati adesso siano i politici. Occorrono leggi speciali (a proporlo è stato Di Pietro, gli ha fatto eco il Ministro Maroni) ed un efficiente funzionamento della magistratura; leggi speciali simili a quelle utilizzate per gli ultras italiani, tra altre proposte si legge anche di “divieto di dimora in particolari giornate” per persone segnalate alle forze dell’ordine. Una sorta di esilio forzato, sicuramente nei prossimi giorni avremo modo di leggere di nuove misure legislative che verranno riferite in Senato per prevenire che episodi simili succedano anche in futuro.