Arriva il Fondo Monetario Internazionale per la Grecia

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Ed ecco che è arrivato il via libera per la Grecia. I ministri delle finanze dell’Unione Europea hanno dato il loro assenso al primo esborso del secondo piano di aiuti da 120 miliardi per Atene. Ciò vuol dire che questi soldi devono arrivare prima del 20 marzo, data in cui giungono a scadenza i 14,5 miliardi di euro di titoli greci.

Questo è quello che è stato scritto nel testo delle decisione adottata oggi dall’Ecofin che sta preparando la strada per l’assegnazione dell’assistenza finanziaria e la firma da parte della Commissione dell’Unione Europea del Memorandum d’intesa con Atene. Lo scopo di questa immensa manovra è quello di riportare il debito al 120,5% del pil nel 2020. Tutto ciò ovviamente comporta numerosi obiettivi per la Grecia che non può permettersi di sbagliare in questa difficilissima situazione in cui si ritrova.

Ventotto miliardi dovrebbero così arrivare dal Fondo Monetario Internzaionale. Questo è quanto ha riferito il direttore del FMI lo scorso venerdì che è ha deciso di sostenere l’ambizioso programma economico della Grecia nei prossimi quattro anni.

Entro il 2014 la Grecia dovrà riuscire a portare il deficit/pil sotto il 3%, il deficit primario invece, parliamo al netto della spesa per interessi, non dovrà andare sopra l’1% del pil entro quest’anno, mentre nel 2012 dovrà esserci un surplus primario di 1,8% e nel 2014 del 4,5%. Sembra un’impresa impossibile ma non lo è. Sicuramente difficile ma diciamo che altre vie d’uscita in questo momento non sono state trovate e quindi non rimane altro che seguire questa strada.

Non finiscono qui inoltre gli obiettivi della Grecia che, per arrivare a raggiungere gli obiettivi di bilancio richiesti dal secondo programma di aiuti internazionali che è stato approvato dall’Eurogruppo, dovrà sottoporsi anche a nuove misure di austerità e dovrà quindi tagliare un ulteriore 5,5% del Pil della spesa pubblica nei prossimi due anni. Una bella battaglia ma che però senza combatterla sarebbe stata persa in partenza. E noi, che siamo molto vicini alla Grecia in questo momento, non possiamo fare altro che osservare attentamente queste decisioni.