Articolo 18 Monti: cosa cambia?

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Quella del lavoro è una delle Riforme divenute più sensibili per quel che riguarda il governo Monti. La discussione sull’Art. 18 è ancora infatti in pieno corso, nonostante le prorposte portate avanti dal ministro Elsa Fornero.

 
Le novità relative all’art 18 infatti non piacciono alle parti sociali, con cui tra le altre cose Monti si incontrerà in data 20 marzo 2012. L’intesa di base sulle novità in tema di lavoro è stata raggiunta in questi giorni tra PDL, PD, UDC e Governo ma la CGIL nella persona di Susanna Camusso, ha messo un sonoro stop ai provvedimenti.

 
Il modello di riforma dovrebbe essere quello tedesco con ampi poteri demandati al giudice nella scelta tra reintegro ed indennizzo, nel tentativo di accelerare le cause di lavoro. In particolare si distinguerà tra licenziamento per ragioni discriminatorie e licenziamento per ragioni disciplinari e ancora il licenziamento causato da esclusive ragioni economiche.

 
La situazione del lavoro e dell’art. 18 continua dunque a tenere banco anche se Mario Monti è intenzionato a chiudere con le parti sociali non più tardi di martedi. L’incontro del 20 marzo dunque appare importantissimo su più profili, con la promessa, da parte del Governo di rivedere gli ammortizzatori sociali e l’ordinamento dei contratti.

 
Ad allarmare l’Italia del lavoro sono soprattutto, Camusso a parte, Emma Marcegaglia presidente di Confindustria che ha di recente dichiarato: «c’è forte preoccupazione per il nuovo testo sulla flessibilità in entrata, con più costi, più burocrazia, rischio di ridurre l’occupazione invece di aumentarla». Più distensivo Bersani del PD che però, in materia di Art. 18 ammette la possibilità di migliorare i principi costitutivi della normativa.

 
Cosa accadrà difficile dirlo, attendiamo dunque il 20 marzo per conoscere le sorti della riforma.