Articolo 18 Monti, passerà o no?

Monti

Che ne sarà di questo famoso articolo che sta facendo discutere da giorni le parti sociali con il governo? Non si sa ancora ma quello che sentiamo ripeterci continuamente è che i ritocchi all’articolo 18 si faranno, con o senza il consenso dei sindacati.

Lo ha esplicitamente detto il ministro del Lavoro Elsa Fornero all’incontro di ieri con le parti sociali, dicendo: “Faremo di tutto per prendere il treno della riforma. Se lo facciamo insieme siamo contenti, altrimenti il governo cercherà comunque di farlo”.

Una decisione questa che però non ha mosso più di tanto i sindacati ma sicuramente ha creato scompiglio all’interno della sinistra che si è invece schierata, dopo tanto che non lo faceva, contro le modifiche allo Statuto dei lavoratori.

Il ministro del Lavoro, sempre ieri, ha infine detto che i contratti di lavoro, gli ammortizzatori e l’articolo 18 cambieranno tra poco tempo. Entro altre due o tre settimane infatti ci sarà un nuovo incontro e poi arriverà la legge. Dopo il suo intervento Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha cercato di spiegare come si sta muovendo il governo. Le strade delle modifiche dell’articolo 18 sarebbero due: una è quella dell’arbitrato per dirimere le controversie di lavoro e l’altra è quella di prevedere il licenziamento per motivi economici e limitare l’obbligo di reintegro solo per quelli discriminatori.

Il tema principale adesso resta quello dei contratti, dei quali dovrebbero ridurre il numero (e sarebbe arrivata pure l’ora). A farne le spese però sarebbero solo poche tipologie, in particolare lo staff leasing. Citando una frase del grandissimo Enrico Berlinguer direi che: “Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi”. Sarà forse il nostro caso?