Attualità: incidente autobus Svizzera, testimonianze choc

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Un incidente che è costato la vita a 28 persone è avvenuto nella galleria autostradale di Sierre, in Svizzera. Difficile da descrivere a parole. La gente che è passata da li lo racconta e a solo leggere le loro dichiarazioni si rischia di impazzire.

“C’era tanto sangue ovunque e i bambini erano ancora vivi e si agitavano per essere salvati” – queste sono le parole di Marielle raccontate alla stampa locale. La donna è passata da li, nel tunnel maledetto, dubito dopo l’incidente stradale e ovviamente è rimasta sconvolta da quello che ha potuto vedere. Una scena che non si augura di vedere a nessuno nella vita.

La donna, che è anche madre di due bambini, continua dicendo: “I sedili anteriori del pullman erano a pezzi, gli uni sugli altri; era una scena orribile e vedo ancora tutti quei volti che mi guardavano, non so se erano vivi o morti”. Lei si stava recando al lavoro di guardia notturna quando di colpo si è ritrovata davanti all’incidente.

La donna sostiene che nel momento in cui si è ritrovata li suppone che l’incidente fosse appena successo perché ha visto dei fogli volare e il pullman che ha iniziato a fumare e così ha dovuto rallentare di colpo. Ancora non era arrivato nessuno, né la polizia né i vigili del fuoco. E’ stata lei infatti, che si trova ovviamente in questo momento ancora in stato di choc, a chiamare personalmente i soccorsi.

Anche i soccorritori non appena arrivati non sono riusciti a trattenersi e hanno iniziato a piangere. Uno di loro racconta che nella sua squadra erano in sedici e che alcuni dei bambini erano ancora vivi ma non piangevano, non gridavano, erano semplicemente ammutoliti. “E’ stato molto difficile – prosegue il soccorritore – anche per noi che siamo abituati a confrontarci con questi drammi umani; c’erano 22 bambini morti”.

Adesso le autorità belghe stanno cercando di capire quello che può essere successo. Chi ha assistito al tragico evento spiega che di colpo l’autobus ha iniziato a sbandare, carambolando da una parete all’altra del tunnel per poi incastrarsi in un’area di sosta. Una scena da film dell’orrore che non si può accettare.