Attualità: la scarcerazione di Marino Occhipinti

Uno bianca

Il tribunale di sorveglianza di Venezia ha comunicato la richiesta di semilibertà per Marino Occhipinti, uno dei componenti della banda della Uno bianca, condannato all’ergastolo perché il 19 febbraio 1988 partecipò all’assalto alla Coop di Casalecchio di Reno.

La banda della Uno bianca fu un’organizzazione criminale che operò in Emilia Romagna, tra il 1987 e il 1994, commettendo 103 azioni delittuose e provocando la morte di 24 persone e il ferimento di oltre un centinaio.

In quell’agguato a Casalecchio di Reno, venne ucciso Carlo Beccari, la guardia giurata di 26 anni che faceva parte della squadra che doveva ritirare l’incasso del supermercato. Una rapina strutturata nei minimi dettagli, avvenuta la sera del 19 febbraio, poco dopo la chiusura della Coop. Un furto al furgone portavalori che oltre la morte del giovane Carlo provocò anche il ferimento di Francesco Cataldi, un suo collega.

Il tribunale ha ora concesso la semilibertà a Marino Occipinti, accettando la richiesta del suo legale Milena Micele, che aveva presentato l’istanza per permettergli di trascorrere fuori dal carcere parte del giorno. Una possibilità che è prevista dalla nostra legislazione quando i condannati all’ergastolo hanno scontato vent’anni di reclusione e Occhipinti ne ha già scontati 18.

Mario Occhipinti ha oggi quarantasei anni e tra poche settimane potrà uscire dal carcere di Padova, carcere nel quale sconta la pena d’ergastolo dal 1994. La notizia però ha giustamente scatenato la rabbia delle vittime, prima fra tutti del papà del giovane Carlo.

Secondo Luigi Beccari, infatti, questa è una decisione fuori dalla grazia di Dio. Lui ha sempre dichiarato di non poter perdonare e di non accettare nessuna clausola a riguardo. Secondo il padre di Carlo, Marino deve marcire in carcere senza possibilità di semilibertà. Una questione delicata in cui è molto difficile prendere una posizione.