Attualità: lite Lega – Fini, il giorno dopo

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“Sono i pecorai che fischiano, non i deputati”. Sono state queste le parole di Gianfranco Fini, nel corso della seduta della Camera di ieri, giovedì 15 dicembre, rispondendo ai deputati leghisti.

Mentre si discuteva sulla fiducia posta al decreto “salva Italia”, messo in atto dal governo Monti, è scoppiato un acceso botta e risposta tra il leader di Fli e l’esponente del Carroccio, Gianluca Pini. Il deputato leghista era intento nell’esporre il proprio intervento davanti ai deputati, ma il chiasso da scolaresca di sottofondo impediva il regolare proseguio del discorso. L’onorevole Pini, innervositosi dell’attegiamento poco corretto, ha chiesto l’attenzione del Presidente della Camera, il quale ha brutalmente risposto: “Non c’è necessità di ascoltare il suo intervento, dal momento che sarebbe stato possibile leggerlo successivamente”. L’esponente del Carroccio, dopo questa triste risposta, non ci ha visto più e rivolgendosi al presidente dell’assemblea di Montecitorio, ha detto: “Lei è un cialtrone. La sua arroganza non ha veramente limiti”. A quel punto è scattata la replica di Fini: “Non le consento di insultare la presidenza. E’ proprio vero che ogni botte dà il vino che ha”. A quel punto, la tensione in aula è salita sempre di più, al punto tale da  dover sospendere la seduta, con i leghisti Fabio Rainieri e Gianluca Buonanno esplusi dall’Aula. La Lega si era già scatenata anche contro il ministro Piero Giarda mentre poneva la questione di fiducia sulla manovra. Un comportamento veramente triste, che noi comuni cittadini non possiamo assolutamente accettare.

Noi già vittime della manovra non possiamo permetterci di dover assistere a questi attegiamenti, ammissibili solo nelle scuole elementari.