Banca Centrale Europea avvisa l’Italia: si rischia nuovo declassamento

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Stando a quanto riferito dall’edizione odierna de Il Corriere Della Sera, il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani intende stringere i tempi sul decreto sviluppo per il Paese. Manca il via libera di Tremonti ed il placet di Berlusconi, che si trova costretto ad accettare la situazione per la quale l’aumento delle imposte fiscali non basta per percorrere bene la strada del risanamento.

Mancano le risorse, è vero, ma non per questo una buona idea, o per meglio dire una “idea forte” per usare le stesse parole del Premier, non potrebbe essere utile per accompagnare la crescita. L’Unione Europea non a caso è insoddisfatta dell’Italia: la crisi del debito richiede sforiz maggiori e le misure adottate finora non sono soddisfacenti.

In diverse interviste, il Commissario Europeo agli Affari Monetari Oli Rehn ha fatto capire che l’Italia non è stata molto chiara nel comunicare i suoi programmi di consolidamento di bilancio. La politica fiscale del nostro Paese avrebbe bisogno di “una corretta tabella di marcia che ristabilisca la credibilità sui mercati”. La qualità della spesa e importanti riforme strutturali dovrebbero diventare due priorità del Governo di Berlusconi. Anche la Banca Centrale Europea ha lanciato l’allarme: l’Italia è “potenzialmente illiquida”, le misure non sono rapide, e la prossima settimana il Paese rischia di subire un ulteriore declassamento da parte delle agenzie di rating. Insieme alla Spagna, siamo il Paese europeo più vicino a questa nuova minaccia.