Banche: 15 banche Usa su 19 superano lo “stress test”

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Con una decisione a sorpresa (presa dopo che Jp Morgan Chase ha anticipato i risultati e annunciato il rialzo dei dividendi da 25 a 30 centesimi per azione e un buyback da 15 miliardi di dollari Usa), la Federal Reserve ha diffuso, ovviamente dopo la chiusura di Wall Street, i risultati degli stress test annuali condotti sulle 19 maggiori banche statunitensi per misurare la tenuta di fronte ad un’eventuale nuova crisi.
E’ giunto così il via libera della banca centrale americana ai piani delle maggiori banche a stelle e strisce per la distribuzione di dividendi e riacquisto di propri titoli.
Bene la maggior parte dei colossi finanziari (15 istituti sono stati promossi), bocciate Suntrust, Ally Financial che registra la performance peggiore, Metlife, e a sorpresa, Citigroup, e che stando alle previsioni della vigilia avrebbe dovuto avere risultati positivi e avviare il primo aumento dei dividendi dalla crisi del 2008-2009. La banca newyorkese ha già fatto sapere che presenterà alla Federal Reserve un nuovo piano per procedere con il pagamento di dividendi superiori a quelli attuali.
Spiega la banca centrale guidata da Ben Bernanke: “La gran parte delle più grandi banche americane continuerà a soddisfare i necessari requisiti di capitalizzazione anche in caso di una nuova recessione e di  pesantissime perdite”.
Lo scenario per gli stress test è stato quello di una recessione più pesante di quella che ha colpito gli Stati Uniti a partire dal 2007: calo del mercato azionario del 50 per cento a tasso di disoccupazione al 13 per cento.
Secondo le simulazioni della Fed, quindi, nel caso di una crisi così profonda i fondi propri delle banche americane crollerebbero dal 10,1 per cento del terzo trimestre 2011 al 6,3 per cento nel quarto trimestre 2013. Dunque, circa il 5 per cento in più della soglia consentita, mentre le perdite complessive ammonterebbero a 534 miliardi di dollari Usa.
Per la banca centrale statunitense, quindi, i risultati dimostrano come sia stata efficace la cura degli ultimi 3 anni, in cui tutti i principali gruppi americani hanno rafforzato enormemente i capitali propri. Questo anche grazie agli stress test realizzati dal 2009 in poi.