Banche: luci e ombre dei conti di Intesa San Paolo

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E’ tutto sommato in buona salute il gruppo Intesa SanPaolo, la 2ª banca italiana dopo Unicredit. Utili e ricavi infatti crescono, anche gli accantonamenti sono in aumento.
Una fotografia che appare dunque buona dai conti del 1° trimestre di quest’anno, ma riflette anche uno stato dell’economia difficile. L’utile netto è stato di 804 milioni di euro, in crescita del 21,6 per cento anno su anno e migliore delle stime degli esperti.
Annuncia la nota del gruppo:’ “E’ il risultato più elevato degli ultimi sette trimestri e già pari al payout per l’esercizio 2011″.
Il risultato netto normalizzato scende a 746 milioni di euro, rispetto ai 265 milioni del quarto trimestre 2011 e ai 762 milioni del primo trimestre 2011. I ricavi sono stati di 4,8 miliardi (+14,5 per cento), con una gestione operativa di 2,6 miliardi di euro (+32 per cento)
Il patrimonio è solido ma gli accantonamenti in forte aumento. Come se la banca temesse che i clienti cui presta i soldi non sia in grado di restituirli. Gli stanziamenti a fronte dei rischi creditizi sono stati di 970 milioni di euro, in crescita del 43 per cento rispetto al primo trimestre del 2011, a fronte di un aumento del flusso complessivo di nuovi crediti in sofferenza e in incaglio del 25 per cento.
Intesa Sanpaolo pensa di chiudere il quest’anno con una redditività operativa stabile, pur in una situazione economica peggiorata. La banca ritiene perseguibile questo obiettivo “alla luce del positivo andamento dei ricavi del primo trimestre e grazie anche al proseguimento dell’azione di contenimento dei costi e con il costante monitoraggio della qualità del credito”.