Banche: l’utile netto di Crédit Agricole cala del 67,4% rispetto al 2011

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Crédit Agricole Sa chiude il 2° trimestre di quest’anno  con un utile netto consolidato di 111 milioni di euro, in calo del 67,4 per cento rispetto al 2011, dopo aver registrato un costo complessivo per l’esposizione alla Grecia di 370 milioni di euro e avere svalutato per 427 milioni la quota che è in mano ad Intesa Sanpaolo (così la partecipazione è scesa sotto il 2 per cento dal 3,81 per cento precedente). Il 1° semestre del gruppo, che nel Belpaese controlla Cariparma, si è chiuso con un utile pari a 363 milioni di euro (un -73 per cento).
Il risultato del 2° trimestre del Crédit Agricole ha risentito anche del costo del piano di adeguamento per 16 milioni di euro, ha avuto invece un impatto positivo per 140 milioni di euro la rivalutazione del debito legato al propri rischio di credito.
L’utile netto normalizzato, ovvero escludendo tali elementi, precisa una nota della società (che è la filiale quotata in Borsa di Crédit Agricole, di cui consolida le casse regionali solo per il 25 per cento), risulta di 851 milioni di euro, “con una performance operativa soddisfacente nel contesto globale caratterizzato da un forte deterioramento dell’economia e dell’insieme delle istituzioni finanziarie”.
I proventi operativi netti del gruppo casa ammontano a 4,8 miliardi nel secondo trimestre (-14 per cento) e a 10,1 miliardi nel primo semestre (-6 per cento).
Gli oneri operativi sono in calo dell’1,8 per cento nel trimestre a 3,3 miliardi di euro e dell’1,9 per cento nel semestre a 6,47 miliardi di euro. Il risultato operativo lordo si attesta a 1,47 miliardi di euro nel trimestre, con un calo del 33 per cento.
Il costo del rischio ammonta a 1,16 miliardi di euro nel trimestre contro 1,12 miliardi di euro del 2011. L’importo dei crediti deteriorati è pari a 23,8 miliardi di euro e rappresenta il 4,6 per cento degli impieghi lordi verso istituti di credito e verso la clientela, stabile rispetto a fine 2011.
I crediti deteriorati sono stati coperti da accantonamenti specifici per il 55 per cento (54 per cento a fine dello scorso anno). Crédit Agricole ha proseguito nell’attuazione del piano di adeguamento annunciato nel dicembre dello scorso anno ed è “in anticipo sugli obiettivi”. A fine del mese di giugno la riduzione dei fabbisogni di finanziamento è stata del 76 per cento, con un calo degli impieghi ponderati di 48 miliardi.