Banche: ora il governo spagnolo è pronto ad aiutare il colosso Bankia

Rajoy

La Spagna affronta il problema delle sue banche. Il governo conservatore con a capo Mariano Rajoy è ora pronto a intervenire per salvare Bankia, super istituto di credito nato due anni fa dalla fusione di 7 banche a rischio di fallimento.
Bankia non è un istituto qualunque: con 300 miliardi di euro di asset, quasi 1/3 del Prodotto interno lordo, è il 3°gruppo bancario spagnolo e il 1° per attivi. Ed è il crocevia per gli sforzi dell’esecutivo di rilanciare il settore.
E per questo Rajoy potrebbe rivedere la propria politica contro ogni intervento del Paese a sostegno delle banche in difficoltà. Ha infatti detto Rajoy: «Se fosse necessario riattivare il comparto creditizio e salvare il sistema finanziario spagnolo, non escluderei l’utilizzo di fondi pubblici, come hanno fatto tutti gli altri Paesi europei».
Una scelta che ha determinato le dimissioni di Rodrigo Rato dalla guida di Bankia. Al gruppo servirebbero 7-10 miliardi di euro e proprio il Fmi ha indicato in Bankia il maggior rischio per la tenuta del sistema bancario iberico. Il governo spagnolo potrebbe anunciare presto la nazionalizzazione di Bankia e della capogruppo Bfa dopo che Deloitte , la società di revisione, si è rifiutata di certificare i libri contabili del gruppo.
Alla fine de il gruppo bancario aveva 38 miliardi di euro investiti nel Real Estate a causa della crescente bolla edilizia e dei mutui in sofferenza che hanno portato nei patrimoni degli istituti di credito centinaia di proprietà che sono rimaste invendute. Nel 2010, Bankia ottenne dallo Stato spagnolo un prestito di ben 4,5 miliardi di euro.