Banche: per l’Eba la… febbre delle banche europee sta scendendo

UNICREDIT

L’Autorità bancaria europea (Eba) ha  dice nel suo ultimo rapporto che da luglio a dicembre 2011 il patrimonio dei 156 maggiori è aumentato. Si tratta di un effetto della crisi, che ha costretto alcuni a ridurre gli attivi di rischio e a rafforzare il capitale, ma è il frutto anche di una proiezione normativa, in vista delle nuove più severe regole che entreranno in pieno vigore dal 2019.
L’istituto ha valutato 156 banche presumendo la piena adesione ai criteri Basilea 3, ancora per il vero parziali, e ha stabilito che il fabbisogno patrimoniale per arrivare a un rapporto di patrimonio primario (la Common equity) del 7 per cento è sceso a 225 miliardi di euro.
Non tutti gli istituti di credito hanno migliorato nello stesso modo la loro patrimonializzazione. Il gruppo 1, che comprendeva le 44 maggiori banche (con Intesa Sanpaolo e Unicredit uniche italiane) ha un deficit di capitale di 199 miliardi di euro, con un miglioramento di 32,3 miliardi  di euro (pari al 14 per cento) rispetto al precedente esame di giugno dello scorso anno.
Le 112 banche minori invece se vogliono toccare la soglia di legge del 7 per cento, deve aumentare il patrimonio per complessivi 26 miliardi di euro; si tratta di una quota stabile rispetto al precedente esame. Ma non è ancora chiaro il quadro legislativo delle norme di applicazione di Basilea 3, che avverrà nei prossimi mesi con la direttiva Crd IV e relativo regolamento. Sono comunque dati che indicano una direzione di marcia, ed è facile pensare che la stabilizzazione dei rischi sovrani europei e il rimbalzo delle Borse in atto negli ultimi mesi e portino altre positive sorprese.