Banche: tempi duri per la Royal Bank of Scotland, annunciati pesanti tagli

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Tempi duri per le banche anche nel Regno Unito. Infatti la Royal Bank of Scotland, il principale istituto di credito scozzese, ha annunciato il taglio di circa 4.800 posti di lavoro, di cui 3.500 nel ramo dell’investment banking.
I tagli, che dovrebbero avvenire nell’arco di 3 anni, si posizionano nel quadro di una ristrutturazione “anti-rischio” della divisione investimenti dell’istituto di credito (che era stato nazionalizzato all’83 per cento in seguito alla crisi mondiale).
La Royal Bank of Scotland ha già ridotto di circa 30mila unità la sua forza lavoro da quando è stata salvata dal governo britannico. Verranno adesso abolite anche talune attività tra cui quelle legate alla borsa e quelle di acquisizioni e fusioni.
Royal Bank of Scotland taglierà o venderà le divisioni merger advisory, cash equity, equity capital markets e corporate broking. Gli altri 1.300 posti si taglieranno in altre aree del colosso bancario, inclusi il settore del corporate lending ela controllata Ulster Bank.
Ha spiegato Stephen Hester, il Chief Executive del gruppo: «La nostra strategia deve adattarsi a nuove sfide per poter essere efficace. E’ chiaro che sono emerse nuove pressioni».
Così, dopo un decennio di crescita a ritmi forzati, l’istituto di credito scozzese sta rapidamente restringendo il suo perimetro operativo per rispettare le nuove direttive in materia di solidità finanziaria.
Vale la pena ricordare che The Royal Bank of Scotland Group PLC è una delle tre banche di  clearin e una delle più antiche del regno Unito, fu fondata infatti ad Edimburgo nel 1727 per  mandato reale.
Come detto sopra, è a la maggiore banca in  Scozia, è la seconda del Regno Unito e del Vecchio Continente nonché la 5ª al mondo, con una capitalizzazione di 120 miliardi di dollari.