Banche: Ubi Banca esceda un duro 2011, ecco i suoi numeri

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E’ stato un pessimo 2011 per Ubi Banca.  Ha infatti avuto una svalutazione di 2,19 miliardi di euro di attività immateriali e di avviamenti e ha chiuso la stagione con una perdita netta di 1,8 miliardi di euro:  il risultato netto è di 349,4 milioni di euro, ovvero quasi raddoppiato rispetto ai 177 milioni di euro del 2010.
Anche per questo il consiglio di gestione, proporrà all’assemblea la distribuzione, “quale segno di apprezzamento per il sostegno che la base sociale continua a dimostrare al gruppo”, di un dividendo di 0,05 euro per azione, per un monte cedole di 45,1 milioni di euro che sarà attinto dalle riserve straordinarie.
Le svalutazioni fanno riferimento agli avviamenti iscritti a bilancio in occasione della fusione tra Banca Lombarda e Bpu: i valori lordi sono per 1,8 miliardi  di euro ad avviamenti e per 523 milioni di euro ad altre attività immateriali. Nello stato patrimoniale gli avviamenti sono calati così a 2,54 miliardi di euro (un -42,6 per cento rispetto al 2010) e le altre attività immateriali a 449 milioni di euro (un -57,6 per cento).
I crediti verso clientela sono di 99,7 miliardi di euro, in calo del 2 per cento rispetto all’anno prima, anche se aumentano del 2 per cento nei confronti della clientela “core”. La raccolta diretta ammonta a 102,8 miliardi di euro (-3,7 per cento), mentre quella indiretta è stata pari a 72,1 miliardi (-0,6 per cento).
Da segnalare che a fine dicembre Ubi ha partecipato alla maxi asta a tre anni della Banca centrale europea  per 6 miliardi di euro , “di cui 4 in sostituzione di finanziamenti in essere a scadenze inferiori”. Altri 6 miliardi di euro sono arrivati dalla seconda asta in febbraio, grazie ai quali il gruppo “si è dotato della liquidità necessaria a far fronte alle scadenze istituzionali per l’intero biennio 2012-2013 (complessivamente 7,5 miliardi di euro)”.