BCE: segnali rialzisti, ma sui tassi di interesse ufficiali



In pausa per il weekend, l’Europa riflette sulle ultime dichiarazioni in fatto di sviluppo economico comunitario. Uno sviluppo che sembra dover passare per forza da un rialzo dei tassi di interesse. Gli aumenti delle materie prime “avranno un impatto inevitabile sui prezzi ed i tassi potrebbero salire in modo preventivo, per evitare che l’ascesa dell’inflazione diventi permanente”.

Con queste parole è toccato al consigliere BCE, Lorenzo Bini Smaghi, dar voce ad un primo concreto segnale rialzista dopo il discorso di Trichet ad inizio mese. Gli operatori hanno rivisto le proprie previsioni di conseguenza ed ora si attende un primo ritocco a giugno ed un secondo verso la fine del 2011, con un rialzo finale attorno ai 50 punti base.

Sempre secondo Bini Smaghi, la sfida chiave della politica monetaria sarebbe “impedire il trasferimento delle aspettative sui prezzi”, così da mantenere tonica la domanda. La preoccupazione generale è però che in Eurozona ci sia ancora molto bisogno degli interventi straordinari di accesso alla liquidità che hanno caratterizzato l’ultimo biennio. Ed episodi come l’irrisolta crisi portoghese o il giallo delle due banche che richiedono prestiti “overnight” alla BCE danno adito a queste ipotesi.