Benzina: si va verso il triste record dei 2 euro a litro per la “verde”

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Continua a volare il costo dei carburanti incidendo pesantemente sulle tasche degli italiani in attesa del pesante aggravio Irpef presto in vigore.
A trainare gli aumenti è stata ieri mattina la Ip che ha ritoccato il listino (+4 centesimi euro/litro) sulla benzina e prezzi raccomandati, ma i rialzi continuano anche con Eni: +0,7 sulla “verde” e +0,4 sul diesel.
In poco più di 2 settimane quindi il leader del mercato, ha fatto salire i prezzi rispettivamente di 3,8 e 2,4 centesimi al litro. E dietro segue la Esso che ha rivisto al rialzo di 1 centesimo il costo di entrambi i prodotti, ma resta il distributore meno caro, mentre sulla media nazionale italiana Ip si conferma  il più costoso (Shell è invece il più caro per il diesel).
La corsa dei prezzi è legata alle tensioni mondiali sul prezzo del greggio che ha raggiunto i livelli record del 2008, soprattutto a causa il cambio euro-dollaro. Quindi volano i prezzi sul territorio con la media nazionale che stabilisce un nuovo record a oltre 1,83 euro sulla benzina e a ridosso di 1,76 per il diesel mentre le “punte” ormai vedono al centro la “verde” oltre 1,93 euro e il diesel a un passo da 1,80.
Una situazione che purtroppo ancora non riflette pienamente gli ultimi aumenti e registra la persistenza di margini bassi per gli operatori.
E’ quanto emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.It in un campione di stazioni di servizio che rappresenta la situazione nazionale per check-up prezzi qe.
Nel dettaglio il prezzo medio praticato  in Italia della benzina (in modalità servito) va dall’1,818 euro/litro di Esso all’1,834 di Ip (no-logo in salita a 1,747). Per il diesel si passa dall’1,754 euro/litro sempre di Esso all’1,759 di Shell (no-logo a 1,651). Il gpl è tra lo 0,822 euro/litro di Shell e lo 0,842 di Ip (no-logo a 0,790).