Borsa Cina Shangai indici quotazioni 2011

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I principali mercati finanziari di tutto il mondo, e di tutti gli asset, hanno registrato ieri una sfilza di dati negativi. Una tempesta già annunciata mercoledì sera dopo l’avvertimento lanciato dalla Fed, relativo ai significativi rischi per la ripresa dell’economia americana.

Poi ieri l’annuncio della notizia sulle previsioni negative per quanto riguarda la produzione industriale in Cina, dopo il desiderio espresso dalle autorità cinesi di mettere sotto stretto controllo l’andamento dei prezzi, seguito dalle preoccupazioni di Credit Suisse circa la solidità finanziaria di alcuni tra i maggiori operatori immobiliari del Paese, hanno aumentato i timori circa di uno scoppio della bolla immobiliare asiatica. Ne ha risentito l’indice borsistico di Hong Kong che ha chiuso in negativo del 4,9%. Mentre le piazze finanziarie sono state scosse dall’incertezza sulle prospettive del debito della Grecia, dal taglio di rating di Standard & Poor’s nei confronti delle banche italiane e di quello da parte di Moody’s verso i tre maggiori istituti di credito americani. Il risultato di questo cocktail micidiale è stato quello della perdita di molti punti percentuali nelle maggiori borse di tutto il mondo. Ma non si tratta solo dell’effetto Grecia, c’è anche dell’altro. Il 21 settembre la Borsadi Shanghai ha chiuso in forte rialzo, con volumi di scambi in crescita e intensi acquisti sui titoli bancari con l’indice Composite passato dal 2,66% a 2.512,96 punti. Mentre a Hong Kong, l’indice Hang Seng ha perso l’1,0% a 18.824,17 punti per le preoccupazioni delle prospettive della zona euro. Oggi quasi la totalità delle principali borse della regione Asia-Pacifico hanno chiuso in rialzo, ma lo Shanghai Composite ha perso lo 0,2% a 2.479,05 punti. La causa di questo malessere è da ricercare nell’inflazione.  Da una analisi della Banca Centrale cinese emerge infatti che i residenti nelle aree urbane si aspettano un ulteriore aumento dei prezzi nel quarto trimestre. Tra gli istituti bancari Industrial and Commercial Bank ha perso lo 0,2%, Shanghai Pudong Development Bank l’1,7% come Minsheng Banking Corp. Inoltre il calo del prezzo del petrolio ha influito negativamente sui titoli dei produttori di carbone. L’Hang Seng a Hong Kong ha guadagnato lo 0,7% a 19.181,50 punti, così il mercato azionario della città costiera ha potuto trarre benefici dal calo dei timori circa la crisi del debito in Europa. Per concludere, le altre borse della regione Asia-Pacifico quali l’S&P/ASX200 aSydney hanno guadagnato l’1,7%, il Taiex a Taipei il 2,2%, il Kospi a Seul l’1,4% e il FTSE Straits Times a Singapore l’1%.