Borsa: male i mercati asiatici preoccupati dall’Europa e dallo yen

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L’intensificarsi delle preoccupazioni sulla crisi finanziaria nel Vecchio Continente influisce negativamente sui mercati azionari asiatici. Questi hanno perso tutti terreno con vendite abbastanza importanti sulle materie prime. Così la Borsa di Shanghai ha toccato un nuovo minimo da quasi 3 anni. A pesare anche il dato negativo dell’indice Tankan relativo alla contrazione nella attività manifatturiera in Cina e quello sulla fiducia delle grandi imprese in Giappone. L’indice si trova ora a -4, a causa delle preoccupazioni per il momento difficile dello yen e per la crisi europea. Questo indicatore misura la differenza tra la percentuale di aziende che considerano la situazione sfavorevole e quelle che la ritengono favorevole. Il Nikkei ha risposto perdendo l’1,66 per cento.
L’indice Shanghai Composite è sceso invece del 2,14 per cento vale a dire il livello più basso dal marzo di due anni fa, a causa dei dati preliminari del Purchasing managers’ index di Hsbc che indicano che l’output industriale cinese continuerà a contrarsi anche nel mese di dicembre. Male anche Hong Kong con l’Hang Seng in calo dell’1,78 per cento. Chiusura negativa (un -2,08 per cento) anche per Seul.
Secondo alcuni analisti la propensione al rischio sarebbe precipitata, l’aumento dei prezzi delle obbligazioni negli States starebbe a indicare che gli operatori si starebbero preparando per una recessione nel Vecchio Contienete. Le preoccupazioni per il debito pubblico e le potenzialità di un downgrade sovrano in Francia sta aggiungendo peso al sell off di giovedì. Su tutto questo non possono non influire i pericolosi aumenti dei rendimenti obbligazionari italiani al massimo dalla nascita della moneta unica europea.