Borsa news finanza: la situazione dei mercati di oggi

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Il giorno dopo la tempeste del giovedì più nero degli ultimi due anni, le principali Borse europee aprono, senza troppa sorpresa, in calo, per poi sprofondare nella prima mezz’ora di contrattazioni (con cali tra il 3 e il 4%) e infine limare le perdite. Alle 10 gli indici FTSE MIB e FTSE IT All Share di Piazza Affari cedono il 2,19 e il 2,27 per cento. Male anche il CAC 40 di Parigi (-2,82%), il DAX 30 di Francoforte (-3,22%), il Ftse 100 di Londra (-2,17%) e l’IBEX 35 di Madrid (-2,81%). A dominare non sono titoli ed azioni ma inquietudini sull’andamento dell’economia mondiale e preoccupazioni legate alla tenuta delle banche europee, dopo che la Federal Reserve, secondo il Wall Street Journal, ha avviato delle consultazioni con le filiali negli Usa degli istituti del Vecchio Continente per testarne la capacità di finanziamento.

Facendo focus su Piazza Affari sono quattro i titoli finiti in asta di volatilità per eccesso di ribasso, sul FTSE MIB, listino principale di Piazza Affari. Fiat Industrial cede l’8,2% teorico, mentre Fiat auto registra -5% sempre teorico. Le vendite sui titoli del Lingotto, già bersagliati nella scorsa seduta, sono legate al taglio del prezzo obiettivo da 12,9 a 11 euro da parte degli analisti della banca americana Goldman Sachs. Gli stessi ieri hanno tagliato le stime sulle vendite in Europa provocando il crollo dei titoli del comparto. Sospeso dalle contrattazioni anche il titolo Unicredit (-4,45%), dopo la performance al ribasso di ieri. Asta di volatilità anche per Lottomatica (-3,93%) e pesanti ribassi per Exor ed il comparto bancario. Sale, in avvio dei mercati, la corsa al Bund per effetto della rincorsa degli investitori verso il titolo decennale tedesco, considerato bene-rifugio, i cui rendimenti sono prossimi al minimo storico del 2,03% toccato ieri. Il differenziale con i titoli italiani si è così allargato di nuovo, toccando quota 290 punti. Analogo livello per i titoli spagnoli (291 punti). Anche l’oro accelera: sui mercati asiatici il prezzo ha aggiornato il nuovo record a 1.845,95 dollari. “Dangerously Close to Recession”, pericolosamente vicini alla recessione. Non c’è niente di più che possa spaventare gli investitori e metterli in fuga. Ma non è solo una questione di fiducia: se i mercati reagiscono così e la politica reagisce vietando, tassando e dove possibile continuando a spendere, quello che emerge è soprattutto una profonda, imbarazzante ed assurda incomunicabilità tra economia e politica.