Borsa: spread in calo e buoni risultati per i titoli di stato tedeschi

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Seduta con alti e bassi per la Borsa dopo che ieri i dati macro economici provenienti da Cina, Germania e Stati Uniti avevano sostenuto gli acquisti sulle principali piazze mondiali.
Piazza affari dopo uno scivolone a -1 ha chiuso allo -0,3 per cento. Hanno sicuramente influito le dichiarazioni di un probabile downgrade del debito italiano  da parte dell’agenzia Fitchd a fine gennaio, aggiungendo che il taglio potrebbe essere un doppio taglio, seguendo quindi le decisioni già prese da Standard & Poor’s. L’agenzia di rating, però, esclude un default del Belpaese (bontà sua!).
Male Unipol, che ha subìto un deciso taglio da Standard & Poor’s e che ora è sotto osservazione.
Parigi e Londra si muovono sulla parità, Francoforte guadagna lo 0,4 per cento, con l’attenzione rivolta sull’asta dei titoli portoghesi e i negoziati sulla ristrutturazione del debito greco.
Il governo portoghese ha collocato titoli di Stato a 3 e 6 mesi e a 11 mesi per l’importo massimo prefissato di 2,5 miliardi, con tassi in calo e una buona tenuta della domanda. Buone notizie per la scadenza dicembre 2012 (1,25 miliardi) il cui rendimento medio è sceso al 4,986 per cento dal 5,902 per cento dell’ultima asta a dodici mesi dello scorso aprile, mentre la domanda ha registrato un lieve calo superando l’offerta di 2,1 volte contro 2,6 precedente.
Intanto il governo tedesco ha collocato 3,4 miliardi di euro di titoli a 2 anni, con richieste pari a due volte l’offerta e con tassi ai minimi mai registrati. La Bundesbank ha offerto quattrro miliardi di euro in buoni del tesoro scadenza dicembre 2013 e ha raccolto 7,596 miliardi di richieste.
Sono stati collocati 3,539 miliardi a un tasso medio dello 0,17 per cento, il minimo da quando è stata realizzata la prima operazione di questo tipo nel 2011. Un’operazione simile, svoltasi nel dicembre dello scorso anno, si era chiusa con rendimenti medi dello 0,29 per cento.
Una buona notizia viene dallo spread che conferma la flessione del differenziale con i Bund tedeschi, posizionanadosi intorno a quota 470 punti. In calo al 6,436 per cento il rendimento del decennale italiano. Il quinquennale paga  il 5,415 per cento, il biennale si attesta al 3,913 per cento.