Borse: anche l’Asia teme i risultati elettorali e il super Yen

YEN

In attesa di vedere come reagirà Wall Street ai risultati elettorali francesi e greci da segnalare che il mercato a stelle e strisce ha terminato in ribasso dopo che il rapporto sull’occupazione aveva fotografato Stati Uniti in difficoltà e fatto dubitare gli investitori sullo stato della ripresa economica.
I listini hanno quindi concluso con cali assai elevati: il Nasdaq ha chiuso la settimana con un debito del 3,7 per cento, il maggiore di quest’anno, per l’S&P, che ha finito la settimana sotto del 2,44 per cento, si è trattato della peggiore performance settimanale dal 16 dicembre 2011.
Le preoccupazioni si sono rovesciate anche sui mercati asiatici. La Borsa di Tokyo ha chiuso la prima seduta in profondo rosso: -2,78 per cento, Seul chiude ai minimi da 3 mesi, in calo dell’1,64 per cento, Shanghai termina invariata, Hong Kong ha perso il 2,52 per cento.
Le elezioni pesano anche sui mercati del forex: l’euro in calo su dollaro e yen. La moneta unica è a quota 1,2962 dollari Usa, ai minimi degli ultimi quattro mesi, e cede anche sullo divisa nipponica, a quota 103,47, mentre la divisa del Sol Levante è stabile sul biglietto verde a 79,83.
Il governo nipponico ha spiegato di monitorare con attenzione i mercati valutari a causa di possibili “movimenti speculativi” dovuti all’incertezza politica in Eurolandia. Jun Azumi, il ministro delle Finanze, teme che i risultati elettorali “sommino fattori destabilizzanti che spingono i listini azionari in basso e lo yen un po’ più alto su dollaro ed euro”.
Listini del petrolio in fortissima caduta sui mercati asiatici dopo la tornata elettorale in Grecia e in Francia. Il Wti con consegna nel mese di giugno torna ai minimi da oltre quattro mesi, perdendo il 3,2 per cento a 95,34 dollari usa. In calo anche il Brent del Vecchio Continente (-0,7 per cento) a 112,39 dollari Usa. Oro in calo dello 0,5 per cento a 1.638,80 dollari Usa l’oncia.