Borse: bene l’asta dei titoli italiani, i mercati tentano il rimbalzo

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I listini del Vecchio Continente tentano un piccolo rimbalzo dopo la negativa seduta di ieri. Le difficoltà nel trovare un approccio coerente alla crisi del debito ellenico e le acute tensioni sociali in Spagna restano le incognite delle borse. Lo spread è stabile a quota 375 punti dopo il rialzo di ieri.
Buon esito dell’asta di titoli di Stato italiani: venduti Btp con scadenza a cinque e dieci anni per 5,65 miliardi di euro, su un target massimo di 6 miliardi di euro, e con un calo dei tassi. Il rendimento medio sui 10 anni scende al 5,24 per cento dal 5,82 per cento dell’asta del mese scorso rivedendo i minimi da marzo. Sul cinque anni il rendimento è sceso al 4,09 per cento dal 4,73 per cento di agosto. Il Belpaese ha quindi superato l’ultimo ostacolo impegnativo di settembre per le aste a medio/lungo termine coprendo l’81 per cento del fabbisogno per quest’anno.
Quindi, nonostante il calo della fiducia delle imprese, Piazza Affari guadagna lo 0,3 per cento, Parigi lo 0,9 per cento, Londra lo 0,4 per cento, Francoforte lo 0,6 per cento Future in rialzo negli Usa tra -0,3 per cento e -0,7 per cento nonostante il dato sul Prodotto interno lordo del 2° trimestre sia stato rivisto al ribasso all’1,3 per cento. Da segnalare la flessione peggiore delle attese degli ordini di beni durevoli (-13,2 per cento ad agosto) e quella migliore delle previsioni delle domande di sussidio di disoccupazione: -26.000 a quota 359.000 contro attese per 375.000.
A livello europeo fra i titoli in evidenza ci sono i minerari, mentre a Milano è debole Fiat dopo il mancato accordo sul prezzo della quota del 3,3 per cento di Chrysler, che è detenuta da Veba, che è il fondo sanitario dei lavoratori della società statunitensi su cui il Lingotto ha esercitato il diritto di acquisto.