Borse: cauti ma positivi i maggiori mercati asiatici

BORSA TOKIO

Vediamo comè andata la giornata sui mercati asiatici e sul fronte delle materie prime. Seduta tranquilla alla Borsa di Tokyo, in quella che per la principale piazza finanziaria asiatica è stata l’ultima seduta della settimana prima di un week-end di 4 giorni.  L’indice Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,31 per cento. Attività assai tranquilla, con 1,33 miliardi di azioni scambiate sul primo mercato. Nel resto dell’Asia Shanghai fa registrare un +1,76, Hong Kong ha chiuso a +1,02 per cento, Seul ha mandato la seduta in archivio in rialzo dello 0,86 per cento.
Positivi i segnali che provengono dal settore manifatturiero cinese: l’indice Pmi sull’attività manifatturiera cinese, che viene calcolato da Hsbc, è salito a 49,3 punti lo scorso mese dai 48,3 di marzo. Il dato modifica in positivo la rilevazione preliminare pubblicata lo scorso 23 aprile, che si era posta a quota 49,1 punti. Il settore manifatturiero dell’impero cinese ha quindi contratto la propria attività a un ritmo più lento rispetto al mese precedente, segno che, per Hsbc, a breve non bisogna escludere l’ipotesi di un rimbalzo. Ricordiamo che la soglia dei 50 punti separa idealmente un’economia in rallentamento da una in espansione.
E veniamo agli Stati Uniti d’America: Wall Street ha chiuso con andamenti in lieve rialzo, bruciando parte dei guadagni della prima parte della seduta che avevano consentito al Dow Jones di toccare i massimi addirittura dal dicembre 2007.
A trainare i listini sono stati i dati macroeconomici, in particolare quello sull’attività del settore manifatturiero, a sorpresa, meglio delle attese. Dopo le operazioni di compensazione, il Nasdaq ha guadagnato lo 0,13 per cento, il Dow Jones ha preso lo 0,5 per cento, e lo S&P è salito dello 0,6 per cento.
E veniamo alle materie prime. Il petrolio è in calo sul mercato elettronico di New York dove il greggio, con consegna nel mese di giugno. viene scambiato a 105,77 dollari Usa il barile. In lieve calo anche il Brent a 119,34 dollari Usa il barile.
Oro in calo sui mercati asiatici con il prezioso metallo giallo, con consegna immediata, che viene scambiato a 1.654,6 dollari Usa l’oncia. In discesa anche il prezzo dell’argento a 30,8 dollari Usa l’oncia.