Borse: dagli Usa dati meno buoni del previsto sul mercato del lavoro

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Segnali macro contrastanti dai paesi asiatici dove pesa la frenata delle importazioni di Pechino, altro sintomo di raffreddamento della seconda economia del pianeta anche se da fa ben sperare per la ripresa mondiale l’incremento delle esportazioni della stessa Cina.
Tokyo ha chiuso in negativo a -0,09 per cento colpita dal rafforzamento dello yen e dalla conseguente flessione dei titoli più orientati all’esportazione. Shanghai ha guadagnato lo 0,88 per cento, Hong Kong l’Hang Seng ha perso l’1,15 per cento, il Kospi di Seul è in leggera flessione (-0,13 per cento).
Wall Street ha terminato la seduta in calo nel 1° giorno di scambi dopo la pubblicazione del deludente rapporto sull’occupazione del mese scorso (diffuso venerdì, a mercati chiusi).
Tra gli investitori si è diffuso lo scetticismo per il fatto che sono stati creati solo 120.000 posti di lavoro, contro i 203.000 attesi (non ha influito il fatto che il tasso di disoccupazione fosse calato all’8,2 per cento).
Il Nasdaq è calato dell’1,08 per cento, il Dow Jones ha ceduto l’1 per cento, e lo S&P 500 è sceso dell’1,14 per cento.
Il petrolio ha terminato la seduta al minimo da metà febbraio: i “future” su maggio hanno ceduto 85 centesimi di dollaro Usa, lo 0,8 per cento, a 102,46 dollari Usa al barile.
Il petrolio è in lieve recupero con il Wti con consegna a maggio che guadagna 24 centesimi  e viene scambiato a 102,7 dollari al barile. Il brent guadagna 9 centesimi a 122,76 dollari Usa.
Oro in crescita per il quarto giorno consecutivo sui mercati asiatici: il prezioso minerale viene scambiato a 1.652 dollari Usa l’oncia. In aumento anche le quotazioni dell’argento a 31,94 dollari Usa l’oncia.
L’euro è in discesa: la moneta unica è scambiata a 1,3088 contro il dollaro Usa.