Borse europee, Wall Street, Piazza Affari: crollo al weekend

borse-europee-in-difficolta-300x204

Il quadro macroecomico non mostra segnali confortanti, gli acquisti sono spinti solo dai minimi toccati nella giornata di ieri e le Piazze europee non erano mai state così in basso come non accadeva da due anni. Oggi in agenda ci sono gli appuntamenti annuali di Fmi e Banca Mondiale, mentre nella notte di ieri al G20 finanziario di Washington, i governi con a disposizione le maggiori riserve economiche hanno preso l’impegno di evitare che la crisi europea renda ulteriormente instabile banche e mercati. C’è stata però un’insistenza al rafforzamento del fondo salva stati. Tuttavia un impegno che appare ancora troppo sommario per riuscire a tranquillizzare gli animi degli investitori, anche se traspare una volontà di intervenire. Oggi l’indice FTSE MIB ha chiuso al 0,67% in rialzo quindi, ma in ogni caso sotto ai massimi di giornata. Larga partecipazione al rialzo anche con i titoli in crescita che hanno sorpassato quelli in diminuzione da28 a11. Ricordiamo che nell’ultima settimana l’indice FTSE MIB ha perso comunque il 4,66% chiudendo così a 13.481,59.

Le Borse europee provano a rialzarsi dopo la tremenda caduta di ieri che ha toccato i minimi come non succedeva da oltre due anni. Questa mattina i future hanno operato in territorio positivo. Milano, in apertura, segnava addirittura un + anche se il contesto generale non è favorevole e questa volta si tratta di motivi tecnici piuttosto che di reale fiducia. In apertura oggi anche i tradizionali appuntamenti, come ogni anno, del Fondo Monetario internazionale e della Banca Mondiale dove interverranno Christine Lagarde e Jean Claude Trichet. Tra le questioni più scottanti da affrontare, come accade ormai da mesi, c’è la Grecia dopo l’ennesimo downgrade da parte delle banche elleniche disposto da Moody’s ed in particolare dopo le parole pronunciate del governatore della banca centrale olandese Klaas Knot, membro del board della Bce, sostenenti “il default della Grecia è possibile”. Knot è il primo dei funzionari dell’Eurotower a parlare pubblicamente e ufficialmente di un possibile fallimento di Atene, nonostantela Bce insista ancora sul fatto che un fallimento possa e debba essere evitato ad ogni costo dato che avrebbe gravi conseguenze sulla zona euro. Knot mette seriamente in discussione la capacità della Grecia di aver compreso la gravità della situazione, avanzando forti dubbi e timori sulle qualità di questo governo e della sua classe politica. In  lieve ripresa invece è l’euro sul dollaro, mentre continuano la loro discesa libera petrolio e oro.