Borse: i mercati “fiutano” un intervento del governo cinese e salgono

BORSA TOKIO

Seduta altalenante per i principali listini del Vecchio Continente. Piazza Affariperde lo 0,4 per cento trascinata verso il basso dalla dalla vicenda Ponzellini e dalla Bpm e Francoforte giuadagna lo 0,7 per cento. Parigi lo 0,5 per cento, Londra lo 0,1 per cento. Infatti sembra ormai come  certo un intervento del governo cinese a difesa del tasso di crescita. Male la Spagna dove l’Ibex perde il 2,6 per cento.
I future su  S&P 500, Dow Jones, e Nasdaq sono in rialzo dello 0,6 per cento dopo che l’indice manifatturiero della Fed di Chicago nel mese scorso è cresciuto del 2,4 per cento grazie al traino del settore auto (un +7,6 per cento).
Intanto lo spread viaggia sui 439 punti base, in leggero rialzo rispetto alla chiusura di ieri a 438. Resta sopra la soglia di 500 punti base lo spread tra il bund tedesco e i bonos iberici: il differenziale è a 508 punti. Questa mattina il Tesoro ha collocato in asta 8,5 miliardi di euro di Bot semestrali con una domanda pari a 1,6 volte l’ammontare offerto. Il tasso è salito al 2,104 per cento dall’1,7 per cento del mese scorso, raggiungendo i massimi da dicembre 2011.
In Asia la Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi in rialzo dello 0,74 per cento dopo un iniziato stentato grazie al recupero dell’euro, all’attenuarsi dei timori sulla salute dell’economia cinese e alla salita del listini asiatic.
L’indice Nikkei si porta a quota 8.657,08, in progresso di 63,93 punti. Bene anche le altre Borse asiatiche. Seul ha chiuso in rialzo dell’1,41 per cento, Hong Kong a +1,36 per cento e Shanghai +1,20 per cento.