Borse: i mercati tremano per l’11° dato consecutivo negativo dalla Cina

BORSA TOKIO

Seduta in ribasso per le borse del Vecchio Continente, ad incidere è il dato preliminare di questo mese sull’andamento del settore manifatturiero cinese ha confermato la fase di rallentamento della seconda economia mondiale.
Piazza Affari è in flessione dello 0,7 per cento, Francoforte cede lo 0,3 per cento, Parigi lo 0,5 per cento, Londra perde lo 0,7 per cento. Pesa anche l’indice Pmi dell’eurozona che a settembre segna un calo non previsto, attestandosi a 45,9 da 46,3 dello scorso mese contro attese per un rialzo a 46,6. Deludono i servizi (46,0 contro 47,5 atteso) mentre va meglio del previsto la manifattura (46,0 contro 45,5 atteso).
Sale lo spread nostrano che si attesta a 337 punti (330 la chiusura di ieri) con un rendimento al 4,91 per cento. La Spagna ha collocato 4,8 miliardi di euro di titoli di Stato, superando l’ammontare massimo di 4,5 miliardi di euro che era stato previsto. I tassi sono in netto calo, al 5,666 per cento da 6,647 per cento per il decennale gennaio 2022 e al 3,845 per cento per il 3 anni ottobre 2015.
In Asia la Borsa di Tokyo perde lo -1,57 per cento, pagando il rafforzamento dello yen e il debole dato preliminare di settembre del Purchasing managers index cinese, attestatosi a 47,8, in rialzo rispetto al 47,6 dello scorso mese, ma sempre sotto la soglia dei 50 punti che divide un’espansione da una contrazione. E’ l’11° dato negativo consecutivo. Ma forse questo non basterà a spingere le autorità monetarie a diminuire il costo del denaro, specie in vista del 18° Congresso del partito comunista cinese ormai alle porte.
L’indice Nikkei ha chiuso sotto di 145,23 punti, a quota 9.086,98, con lo yen risalito contro dollaro Usa (78,10) ed euro (101,45), e il deficit commerciale nipponico dello scorso mese balzato a 754,1 miliardi di yen (circa 7,5 miliardi di euro), con l’import che cala del 5,4 per cento e l’export in frenata del 5,8 per cento. Hong Kong ha chiuso a -1,20 per cento, Seul ha perso lo 0,87 per cento, Shanghai a -2,08 per cento.