Borse: i mercati vogliono risposte veloci dal Governo Monti

MARIO MONTI

I mercati non aspettano. Hanno fretta, e non sembrano voler concedere quel tempo che il governo Monti chiede: per attuare le riforme, per valutare le carte del Governo Berlusconi…
E così l’ormai famigerato spread torna a volare. Questa mattina l’avvio di seduta ha visto il differenziale di rendimento da Btp e Bund superare nuovamente la temibile soglia dei 500 punti portando così i titoli di Stato italiani vicini al 7 per cento di rendimento annuo, proprio come i titoli a scadenza di due anni.
La tensione è alta anche in Spagna (468 punti) e in Francia (161 punti). Soprattutto in terra iberica i Bonos a tre mesi, in seguito all’asta di ieri, hanno una resa maggiore degli equivalenti titoli greci. Deprime ulteriormente le Borse la preoccupazione per il debito sovrano,  comunque il Vecchio Continente vira in positivo, mentre Milano oscilla intorno alla parità, ma bisogna anche dire che si gira su bassi volumi. Domani infatti negli Stati Uniti è il giorno del Ringraziamento, in molti si preparano per un lungo fine settimana.
Ma non è solo l’Europa a preoccupare: il PIl statunitense è stato rivisto al ribasso,  ieri sera a New York il Dow Jones e l’S&P sono scesi dello 0,4 per cento (con il Nasdaq invariato), oggi verranno comunicati i dati sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione e quelli sull’andamento dei redditi e dei consumi in Usa.
Rallenta anche l’economia della Cina. Scende infatti l’indice Pmi Manifacutring cinese (a quota 48 a novembre da 51 del mese precedente), è la contrazione più forte degli ultimi 32 mesi. Giù anche le Borse asiatiche: Hong Kong ha ceduto il 2,12 per cento, Shanghai lo 0,73 per cento.