Borse: i negativi dati cinesi deprimono le borse asiatiche

BORSA TOKIO

E vediamo cosa accade nei mercati asiatici, negli Usa e sul versante delle materie prime.
Chiusura in rosso per Tokyo visti i deludenti dati del settore manifatturiero statunitense e il rafforzamento dello yen rispetto al dollaro Usa. Le borse sono prudenti in attesa della riunione di domani della Banca centrale europea e del dato sull’occupazione negli States.
L’indice Nikkei ha chiuso in calo dell’1,09 per cento e il Topix dell’1,18 per cento. Nel resto dell’Asia molto male le borse cinesi con Shanghai ai minimi da febbraio 2009 e Hong Kong che perde oltre l’1 per cento. L’indice Hang Seng dell’ex colonia inglese lascia sul campo 284,84 punti, perdendo l’1,47 per cento, e finendo a 19.145,07 punti. Sono 5,97 i punti persi dall’indice Composite di Shanghai, vale a dire uno -0,29 per cento rispetto a ieri, fermando le contrattazioni di oggi a 2.037,68. Male anche Taiwan che perde 83,91 punti, ovvero l’1,12 per cento, chiudendo a 7.367,44 punti.
L’indice Pmi dei servizi in Cina misurato da Hsbc lo scorso mese è calato lo scorso mese a 52 punti dai 53,1 del mese precedente, con il più forte rallentamento della crescita nel settore dei servizi dell’anno. Per gli analisti la decelerazione resta più marcata nel settore manifatturiero (pmi agosto sceso ad agosto a 47,6 punti dai 49,3 del mese prima). Il dato resta comunque nel compleso sopra la soglia dei 50 punti, la soglia che divide l’economia tra contrazione ed espansione.
Wall Street ha chiuso recuperando sul finale parte delle perdite di giornata. I dati macro sono stati poco incoraggianti, i listini hanno trovato un po’ di forza grazie alla crescita di Apple, in vista degli annunci della prossima presentazione del nuovo iPhone 5. Lo S&P 500 ha perso lo 0,12 per cento, il Dow Jones ha perso lo 0,42 per cento.
Il petrolio è in calo con il greggio con consegna il prossimo mese che perde lo 0,1 per cento a 95,25 dollari Usa al barile (95,35 ieri sera a New York). In calo anche il brent a 112,07 dollari Usa. L’oro scende sui mercati asiatici con il lingotto con consegna immediata che viene scambiato a 1.692,07 dollari Usa l’oncia con un calo dello 0,2 per cento.