Borse: titoli italiani, banche spagnole e Grecia mettono paura ai mercati

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Il Vecchio Continente vede tornare in testa la sinistra anti-austerity in Grecia, si preoccupa dopo l’esito dell’asta italiana, torna a temere il fallimento di Bankia, e . Quindi mercati in rosso dopo che una nuova presa di posizione della UE a favore dei Paesi in difficoltà dell’Eurozona aveva fatto sperare gli investitori.
Piazza Affari chiude la seduta cedendo l’1,79 per cento, anche a causa degli arresti domiciliari di Ponzellini e di Bpm. Si salva Fiat Industrial che ha annunciato la fusione con Cnh. In rosso gli altri mercati europei con Francoforte che perde l’1,77 per cento,  Parigi il 2,18 per cento, Londra ha ceduto l’1,73 per cento.
Seduta in salita anche per Wall Street: il Nasdaq perde l’1,2 per cento, il Dow Jones cede l’1,1 per cento, l’S&P l’1,2 per cento.
Il Tesoro nostrano ha collocato Btp a cinque e dieci anni per complessivi 5,74 miliardi di euro, meno del target massimo di 6,25 miliardi di euro, e ha dovuto pagare rendimenti più alti a fronte di una domanda stabile.
Sul quinquennale, il rendimento medio è salito al 5,66 per cento dal 4,86 per cento del mese scorso e sul 10 anni il tasso è cresciuto al 6,03 per cento dal 5,84 per cento precedente. Debole la domanda.
Lo spread ha chiuso a 467 punti. Ad aumentare la pressione sui mercati contribuisce anche la Banca centrale europea che ha bocciato il piano di ricapitalizzazione di Bankia attingendo indirettamente dai fondi dell’istituto di Francoforte: Madrid aveva avanzato l’ipotesi di ricapitalizzare l’istituto con 19 miliardi di euro di bond nella casa madre della banca, il Banco Financiero y de Ahorros (Bfa), così che questa potesse accedere ai prestiti a 3 mesi della Banca centrale europea evitando di ricorrere al mercato dei bond.
In rialzo lo spread tra i bonos spagnoli e i bund tedeschi a 10 anni: 534 punti base con tassi al 6,6 per cento.