Borse: il piano per salvare le banche spagnole non rassicura i mercati

BORSA MILANO

Il piano di 100 miliardi di euro per sostenere le banche iberiche potrebbe non essere sufficiente per fermare la crisi del debito. Insomma l’Europa torna a fare paura. Christine Lagarde, il direttore generale del Fmi, dice che ci sono meno di 3 mesi per salvare la moneta unica. E i mercati tremano. Ieri è finita sotto attacco l’Italia: il timore è che il debito pubblico posso entrare nel mirino degli speculatori, ma tra gli addetti ai lavori circola la paura che le iniezioni di liquidità non siano la risposta ai problemi del Vecchio continente.
Domenica si torna a votare in Grecia: una vittoria della sinistra potrebbe allontanare lo stato ellenico dall’euro. In Francia si vota per il 2° turno delle legislative: una nuova affermazione di Francois Hollande  darebbe all’Eliseo la forza di insistere con la Germania sugli eurobond e sulla crescita europea.
Quindi l mercato aspetta il prossimo 28 giugno quando si terrà un Consiglio europeo sul tema della crescita. Per il cancelliere Angela Merkel non sarà decisivo, ma dagli States aumenta il pressing per riforme e per la creazione di un’unione politica e finanziaria.
José Manuel Barroso, il presidente della Commissione Ue, insiste perché si vada verso un’unione bancaria con un solo supervisore e un unico deposito di garanzia: “Possiamo farcela entro il prossimo anno”.
Ecco quindi il nervosismo nelle Borse: Piazza Affari perde lo 0,6 per cento, Parigi gudagna lo 0,7 per cento, Londra recupera lo 0,5 per cento, Francoforte l’1 per cento.
Lo spread viaggia intorno a quota 480 punti base con i Btp che trattano al 6,1 per cento. In Spagna: nonostante l’intervento dell’Ue lo spread resta a 520 punti con i Bonos al 6,56 per cento.