Borse: il Pil di Pechino preoccupa le borse orientali

BORSA TOKIO

Diamo un’occhiata alle borse orientali. Il mercato di Tokyo è rimasta chiuso per festività, mentre la Borsa di Shanghai ha aggiornato il proprio minimo da 3 anni,  a questa parte con lo Shanghai Composite Index che ha terminato la seduta a 2.147,96 punti, in ribasso dell’1,74 per cento.
A preoccupare gli investitori sono una serie di profit warning comunicati da alcune compagnie e il rallentamento del Prodotto interno lordo di Pechino che è stato certificato venerdì scorso. Seul ha chiuso in rialzo dello 0,27 per cento, chiusura appena sopra la parità per l’Hang Seng di Hong Kong, che mette a segno +0,15 per cento.
Non potranno che preoccupare anche le stime al ribasso fatte dall’Fmi sulla crescita mondiale del Pil che si fermerà al 3,5 per cento nel 2012 e al 3,9 per cento nel prossimo anno. Invariate le previsioni sul Belpaese, ma preoccupa il debito pubblico: salirà fino al 126,4 per cento.
Per quel che riguarda alcune materie prime abbiamo l’oro in calo sui mercati asiatici a 1.584,65 dollari Usa l’oncia (-0,3 per cento). Le quotazioni petrolifere si muovono contrastate sui mercati asiatici dopo l’apertura da parte di Emirati Arabi  e Arabia Saudita di 2 nuovi oleodotti che dovrebbero consentire di compensare una eventuale chiusura dello stretto di Hormuz. che è stata più volte minacciata dall’Iran nel corso degli scorsi mesi. A New York il greggio è in calo a 86,92 dollari Usa al barile.
L’euro è scambiato a 1,2177 dollari Usa e 96,63 yen giapponesi, non lontano dal minimo da 2 anni sul biglietto verde a quota 1,2162 che era stato toccato venerdì scorso.