Borse: in picchiata i mercati europei, spread oltre quota 400

BORSA MILANO

Seduta in picchiata sui mercati borsistici del Vecchio Continente dopo che  il vantaggio socialista nelle presidenziali francesi e l’improvvisa crisi politica olandese sembrano aver diffuso tra gli investitori la sensazione che la linea di rigore tenuta dai Paesi UE potrebbe subire delle revisioni.
Un quadro su cui si è sommata l’inattesa flessione in aprile del “Purchasing managers index” della zona euro, sceso ai livelli minimi da cinque mesi. Piazza Affari perde oltre il 2,3 per cento, Francoforte il 2,9 per cento, Parigi il 2,4 per cento, Londra l’1,8 per cento.
Vola il differenziale Btp/bund che prima tocca quota 410 punti e poi ritraccia a 406 dopo aver aperto a 393 e aver chiuso venerdì a 395. Si tratta del livello è il più alto da gennaio. Il decennale rende il 5,692 per cento, il quinquennale il 4,791 e il biennale il 3,254 per cento.
Eurostat rileva come lo scorso anno i 17 Paesi della UE abbiano registrato nel complessivamente un calo del rapporto deficit-Pil dal 6,2 al 4,1 per cento, ma è proseguita la corsa del debito, salito dall’85,3 all’87,2 per cento.
Analogo andamento è stato rilevato per l’insieme dei 27 Paesi Eurozona: il rapporto deficit/Pil è passato dal 6,5 al 4,5 per cento, quello debito/Pil dall’80 all’82,5 per cento, mentre i parametri di Maastricht fissano nel 3 per cento e nel 60 per cento le soglie massime per i rapporti debito/Pil e deficit/Pil.
L’Italia ha registrato un deficit al 3,9 per cento, dopo il 4,6 per cento del 2010. La Germania ha accusato un disavanzo dell’1 per cento dopo il 4,3 per cento nell’anno precedente. La Francia, invece, è a quota 5,2 per cento dopo il 7,1 per cento. Quanto al debito, dopo la Grecia con il 165,3 per cento. il nostro Paese ha segnato il secondo livello più elevato: 120,1 per cento.