Borse: la corsa del Pil australiano fa bene alle borse asiatiche

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Vediamo cosa accade sui mercati asiatici. Seul sale dell’1,05 per cento, Tokyo ha chiuso le contrattazioni in rialzo dell’1,81 per cento, Shanghai ha perso lo 0,1 per cento. Seduta positiva a Hong Kong con l’indice Hang Seng che ha guadagnato l’1,43 per cento.
L’andamento del Pil australiano spinge i mercati nell’ultimo trimestre è cresciuto dell’1,3 per cento rispetto ai 3 mesi prima, più del doppio delle previsioni degli esperti. Nell’anno fiscale chiuso lo scorso 31 marzo l’economia australiana è cresciuta di un ottimo 4,3 per cento grazie al boom del settore minerario.
In Europa lo spread nostrano è in calo: viaggia a 435 punti base. In calo il differenziale bonos/bund, sceso sotto la soglia dei 500 punti, per poi risalire un poco. La Germania ha collocato titoli di stato a 5 anni per 4 miliardi di euro a un tasso medio dello 0,41 per cento contro lo 0,56 per cento precedente. Un rendimento al minimo storico per la scadenza a 5 anni, ma tuttavia l’offerta ricevuta è stata alta, pari a 6,2 miliardi di euro con un bid to cover ration pari a 1,6.
Il cambio euro-dollaro si trova intorno alla soglia dell’1,25 sul mercato valutario. La crescita dell’Eurozona nei primi 3 mesi 2012 è ferma, e l’Italia si conferma fanalino di coda. Male anche la produzione industriale iberica che crolla dell’8,5 per cento ad aprile e male anche, stranamente, in Germania:  in aprile la produzione industriale è calata del 2,2 per cento rispetto al mese prima (era cresciuta del 2,2 per cento). Su base annua il dato di aprile è -0,7 per cento ed è un segnale del fatto che nel 2° trimestre l’economia allemanna rallenterà dopo il +0,5 per cento fatto segnare nei primi 3 mesi.
Veniamo al prezzo del petrolio. Il prezzo del Brent è tornato sopra i 100 dollari Usa al barile. Le quotazioni sono salite a Londra fino a 100,6 dollari Usa, in rialzo di 1,36 dollari Usa, mentre a New York il Wti guadagna 90 centesimi a 85,19 dollari Usa al barile.