Borse: la crisi economica spinge al ribasso il brent del petrolio

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In Asia chiusura in forte ribasso (un -1,7 per cento) per la Borsa di Tokyo proprio sui timori per la crisi del debito dei paesi del Vecchio Continente e per i dati congiunturali non positivi offerti al termine delle scorsa settimana da Stati Uniti e Cina.
In Asia si registra anche la storica seduta negativa di Sony: i titoli del gigante nipponico dell’elettronica hanno perso l’1,67 per cento e hanno chiuso sotto la soglia dei 1.000 yen per azione (996) per la prima volta dal lontano 1980. 5 anni fa i titoli Sony valevano più di 7.000 yen e addirittura 33.500 nel 2000. A pesare, oltre alla congiuntura economica globale, è il rafforzamento dello yen.
Anche Wall Street va male, il Nasdaq cede il 2,82 per cento (con Facebook sotto quota 28 dollari), l’S&P 500 il 2,47 per centoil Dow Jones ha perso il 2,24 per cento. I, che penalizza le esportazioni.

Materie prime: le  paure per la ridttoa crescita continuano a incidere sulle quotazioni petrolifere. Il Brent a Londra cede 1,73 dollari Usa a 96,70 dollari Usa al barile, il light crude Wti di New York perde 1,59 dollari Usa a 81,64 dollari Usa al barile. Torna a salire, invece, il prezzo dell’oro sui mercati asiatici: il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1.626 dollari Usa.
Torniamo a parlare dell’Europa. La Spagna, colpita pesantemente dall’esplosione della bolla immobiliare e dalla crisi del debito europeo, ha un tasso di disoccupazione del 24,44 per cento, il maggiore nel mondo industrializzato.
In Portogallo intanto il governo si appresta a iniettare 6,65 miliardi di euro nelle casse dell’istituto di credito statale Cgd e delle due banche private Bpi  e Bcp per metterne i bilanci in linea con i requisiti di capitale richiesti dalla European Banking Autority.
Due mesi fa i prezzi alla produzione industriale sono rimasti stabili sia nell’Eurozona che nella Unione Europea. A marzo erano aumentati dello 0,5 per cento nelle due zone. Rispetto ad aprile 2011 +2,6 per cento e +2,8 per cento. Lo rileva Eurostat secondo cui nel nostro Paese si registra un +0,3 per cento rispetto a marzo 2012 (dopo un +0,4), un +2,5 per cento dopo un +2,8 per cento rispetto ad aprile dello scorso anno.