Borse: la crisi politica Cina-Giappone pesa sull’indice Nikkei

BORSA TOKIO

Dopo aver analizzato la mattinata negativa delle borse europee e le forti tensioni sociali che stanno scoppiando in Spagna, diamo ora un’occhiata a quello che sta accadendo in Asia, negli Stati Uniti e nel settore delle materie prime.
La borsa di Tokyo ha chiuso gli scambi in calo del 2,03 per cento, pagando tra le altre cose anche le tensioni fra Giappone e Cina e i timori che questa crisi possa avere pesanti effetti sulle attività delle compagnie del Sol Levante, come confermato dai piani dei principali aziende costruttrici di auto (come Suzuki, Nissan, Toyota) di ridurre la produzione negli impianti cinesi.
L’indice Nikkei di conseguenza perde 184,84 punti, assestandosi a quota 8.906,70, mentre lo yen si è rafforzato sia sul dollaro Usa (sceso a 77,73) e sia sull’euro (a quota 100,07). Nel resto dell’Asia Seul ha chiuso in rosso dello 0,55 per cento, Hong Kong ha perso lo 0,83 per cento, Shanghai ha ceduto l’1,24 per cento.
Wall Street ieri ha terminato in forte ribasso con gli indici che hanno chiuso sui minimi della seduta. Dopo le operazioni di compensazione, il Nasdaq ha perso l’1,36 per cento, lo S&P 500 è arretrato dell’1,05 per cento, il Dow Jones è sceso dello 0,75 per cento.
E veniamo alle principali materie prime. Il petrolio registra un calo sul mercato elettronico con il greggio a 90.79  dollari  Usa il barile (91,38 dollari Usa ieri alla chiusura delle contrattazioni). In calo anche il brent a 109,83 dollari Usa. Oro in lieve rialzo sui mercati asiatici con il lingotto, con consegna immediata, che viene scambiato a 1.762,06 dollari  Usa l’oncia, lo 0,1 per cento in più rispetto alle quotazioni precedenti.