Borse: la decisione di Moody’s non turba spread e borse

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La decisione di Moody’s di declassare l’Italia non spaventa i mercati. Anzi… Si registra un netto calo dei rendimenti nell’asta di Btp a tre anni. Venduti titoli con scadenza luglio 2015 per complessivi 3,5 miliardi di euro (oltre 6 miliardi di euro la richiesta), e i tassi sono scesi al 4,65 per cento dal 5,30 per cento dell’asta dello scorso mese e dai minimi da maggio.  I Btp a 10 anni italiani il 5,94 per cento contro l’1,2 per cento dei Bund allemanni. Tassi al 6,6 per cento per i bonos iberici.
Le Borse provano anzi il rimbalzo limitando anche l’impatto dei dati sul Prodotto interno lordo cinese che cresce al ritmo più basso dal 2009 (+7,6 per cento).
Piazza Affari cede lo 0,4 per cento, Francoforte sale oltre l’1 per cento, Parigi guadagna lo 0,4 per cento, Londra recupera lo 0,7 per cento.
Lo spread nostrano era volato anche oltre quota 480 punti poi è ridisceso a quota 478 punti.
L’euro resta debole a quota 1,22 contro il dollaro Usa. Rispetto allo yen giapponese la moneta europea passa di mano a 96,7. Il governo del Sol Levante promette misure contro l’impennata della sua moneta.
Nel 2° trimestre di quest’anno in Cina il Prodotto interno lordo ha fatto segnare un forte rallentamento, con una crescita fra aprile e giugno pari al 7,6 per cento: il dato è il peggiore dal 1° trimestre 2009. Su base semestrale l’incremento è stato del 7,8 per cento. Secondo Sheng Laiyun, il portavoce dell’Ufficio statistico cinese, tale andamento è stato: «dovuto principalmente al continuo deteriorarsi della situazione internazionale, che ha ulteriormente fatto contrarre la domanda estera».