Borse: la Germania paga il rincaro del petrolio, bene i prestiti cinesi

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Analizziamo ora i dati macro di giornata  e l’andamento delle principali materie prime.
I prezzi all’ingrosso in Germania sono aumentati del 3,1 per cento lo scorso mese su base annuale e dell’1,1 per cento rispetto al mese precedente. Lo segnala l’Ufficio federale di statistica sottolineando che questo dato è legato al forte aumento dei combustibili e dei prodotti legati al petrolio (un +7,2 per cento annuale e un  +3,2 per cento mensile).
Dall’altra parte del globo la Banca centrale cinese comunica che i nuovi prestiti concessi dalle banche cinesi lo scorso mese sono cresciuti del 22 per cento su base annuale a 703,9 miliardi di yuan (circa 86,9 miliardi di euro).  La cifra supera le attese degli esperti (chererano intorno ai 600 miliardi di yuan). L’ammontare dei prestiti è in crescita anche rispetto al mese di luglio (quando erano stati 540 miliardi di yuan), mentre è inferiore ai 919,8 miliardi di yuan che si erano registrati nel mese di giugno.
Più in generale in questi giorni nelle borse continua l’attesa per la sentenza della Corte costituzionale tedesca sulla legittimità del fondo Esm per il vertice del Federal open market committee e per il board di politica monetaria della Fed che dovrebbe dare il via ad un nuovo intervento di politica monetaria.
E veniamo appunto alle materie prime. Il petrolio è in calo in attesa delle decisioni della Fed. La qualità Wti cede 35 cent a 96,19 dollari Usa, il Brent perde 27 cent a 114,54 dollari Usa. Oro in rialzo sui mercati asiatici dello 0,3 per cento, il prezioso metallo giallo viene scambiato a 1.729,36 dollari Usa l’oncia.